Lo scuolabus dimentica un bambino al mare

Manoppello, ritrovato in serata dalla mamma. Polemica dell’opposizione sulla gestione della colonia
MANOPPELLO. Lasciato al mare dallo scuolabus della colonia comunale. Un bambino di 10 anni, l'altro ieri, è stato dimenticato allo stabilimento balneare di Pescara. L'operatore che doveva riportarlo a Manoppello non si è accorto della sua assenza: ha scoperto di non averlo caricato all'arrivo a destinazione: la madre che stava lì ad attenderlo non lo ha visto scendere. Fortunatamente il bambino è stato notato dal titolare dello stabilimento ed affidato alla bagnina della piscina, che lo ha assistito fino al ritorno dello scuolabus, questa volta con a bordo la mamma del bimbo.
«E pensare che solo tre giorni prima», affermano le consigliere di opposizione Barbara Toppi e Antonella Faraone, «avevamo portato in consiglio la questione della colonia per chiarire quali criteri fossero stati adottati per selezionare gli accompagnatori e se l'amministrazione fosse stata coinvolta nella scelta degli stessi». «L'assessora Giulia De Lellis», vanno avanti Toppi e Faraone, «che si è occupata dalla gestione e organizzazione del servizio, aveva candidamente ammesso che la cooperativa Mani tese, di Scafa, alla quale è stato affidato il servizio, aveva chiesto all'amministrazione segnalazioni sui nominativi delle persone da assumere ottenendo alcuni nomi di persone che si erano offerte, ovviamente senza selezione e dunque senza alcuna verifica sulle competenze degli accompagnatori».
«Ciò significa», commentano le consigliere, «che i nostri dubbi erano fondati. Se abbiamo insistito per conoscere con quali atti era stato affidato il servizio c'era un motivo: ora chi risponderà dell'accaduto? Se mancano gli atti di affidamento (come pare che sia) mancano anche le condizioni contrattuali». Inizialmente il servizio doveva essere affidato alla protezione civile di Manoppello , ma poi, nonostante anche il parere contrario del capogruppo di maggioranza Lucio Di Bartolomeo, l'appalto è andato alla cooperativa Mani tese. «L'assessora al ramo Giulia De Lellis», fanno presente Toppi e Faraone, «ha ammesso che il costo è quasi triplicato con la giustificazione dell'offerta di un servizio qualificato e che ha comportato l’esclusione di molti bambini».
Toppi e Faraone se la prendono non solo con la De Lellis, anche se è stata attenta nelle sue mansioni, ma addossano responsabilità anche al sindaco Giorgio De Luca, «che, anziché aiutarla e guidarla», dicono, «si è limitato in consiglio a correggere le candide risposte dell'assessora la quale, in evidente buona fede, non ha ancora capito quel che è lecito e quel che non lo è in una pubblica amministrazione. A distanza di più di un anno dall'inizio del mandato, la maggioranza è bene che rifletta sulle sue responsabilità».
Walter Teti
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