Lo sfogo dei balneatori: prigionieri da marzo

16 Maggio 2019

I titolari di Mila, Ippobeach e La Lucciola: «Così le prenotazioni tardano Ma dal Comune ci avevano assicurato che avrebbero finito entro Pasqua» 

PESCARA. «Ho 20 dipendenti fermi, lo stabilimento è chiuso, le prenotazioni per la spiaggia tardano, siamo prigionieri delle transenne e nessuno dal Comune che ci dica quando smantellano il cantiere e riaprono la strada».
È lo sfogo di Pierluigi Iervese, titolare dei due lidi Ippobeach, uno dei quali, Playa Segunda, è circondato da ruspe e grate.
Gli operai, ieri pomeriggio, si aggiravano nell’area cantierata nel tratto da via De Titta all’altezza del lido La Lucciola fino a Playa Segunda, sul lungomare Papa Giovanni XXIII, i cui lavori (avviati nel marzo scorso), dovrebbero concludersi la prossima settimana per consentire ai balneatori di preparare i lidi in vista dell’imminente stagione estiva, meteo permettendo.
Tra le temperature capricciose e i cantieri che imprigionano le attività, gli imprenditori balneari di quella zona di Porta Nuova, situata tra piazza Le Laudi e i teatri D’Annunzio e Flaiano, sono sul piede di guerra. E le prenotazioni per palme e ombrelloni, ritardano.
Franco Masciulli, a capo della Lucciola: «Il tempo ci danneggia, il cantiere ci danneggia. Ma soprattutto, se non verrà smantellato al più presto, creerà problemi ai bagnanti che da noi arrivano dai Colli, Sambuceto, Cepagatti, San Silvestro e hanno bisogno di posti auto. Invece, con questi lavori ne hanno cancellati 200». Però davanti agli stabilimenti passerà la nuova pista ciclabile. Porterà clienti? «Assolutamente no», è la risposta del balneatore, «la pista non è un’alternativa ai parcheggi di cui invece hanno bisogno le famiglie con bambini che vengono da fuori città».
Intanto nel patio, i frequentatori del lido, Roberto Brandimarte e Antonio Dognini, restano in attesa dell’apertura dei locali.
Particolarmente sfiancati dai cantieri infiniti che da più di un anno sono stati aperti davanti al Mila, i titolari Andrea Lancia e Chicco Collini, la prendono a risate perché non hanno più fiato per protestare e ironizzano: «Siamo sfiniti, qui davanti, i cantieri sono aperti da un anno e due mesi, ma dovevano durare 180 giorni. Dal Comune ci avevano fatto sapere che li avrebbero chiusi entro Pasqua, solo che si sono dimenticati di dirci di quale anno. I parcheggi sono spariti e quei pochi rimasti si trovano all’interno dell’area confinante con la stele di D’Annunzio in gran parte occupata da materiali edilizi di risulta». «Ci avevano promesso», proseguono i due imprenditori, «la creazione di un’altra area sosta parallela al lungomare Colombo «ma il sito è, ad oggi, un terreno incolto» che confina con via Barbella. Lancia e Iervese sono rispettivamente presidente e vice presidente del Consorzio Dannunziano che raggruppa i lidi Mila, La Lucciola, Ippobeach 1 e 2 e Les Paillotes e che porta avanti iniziative a favore del comparto. L’ultimatum di Iervese: «O tolgono i cantieri subito e ci consentono di lavorare, o sarà battaglia»