Lo showman Perrotta all’Alberghiero

PESCARA. «Oggi i ragazzi hanno un dovere: quello di aggredire la vita, di “mangiarsi” il mondo, superando le difficoltà, gli imprevisti, le possibili ingiustizie che aiutano a crescere, a maturare,...
PESCARA. «Oggi i ragazzi hanno un dovere: quello di aggredire la vita, di “mangiarsi” il mondo, superando le difficoltà, gli imprevisti, le possibili ingiustizie che aiutano a crescere, a maturare, sapendo che, alla fine del percorso, la meritocrazia premia sempre. L’ho vissuto sulla mia pelle, ho conosciuto le cadute, ma anche le riprese, imparando a ricominciare sempre da zero».
Sono le parole con cui l’attore e showman Federico Perrotta (foto) ha accolto ieri i 21 studenti del progetto Pon promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar De Cecco. Presenti la dirigente dell’Istituto Alberghiero Alessandra Di Pietro, e le insegnanti responsabili del progetto, Giuseppina Fusco, Grazia Coccia e Cristiana De Martinis. Perrotta ha ricordato come uno studente di Torrevecchia Teatina «si è aggiudicato, unico italiano su 28 vincitori, una borsa di studio da 100mila dollari: ha una sua specialità; per questo dico ai ragazzi di mettere insieme i tanti ingredienti, di “cucinare” il mondo e poi di servirsi”. Sottoposto alle domande dei ragazzi, ha poi raccontato se stesso: «Ho iniziato facendo le imitazioni dei miei insegnanti e facendole “pesantemente” dinanzi a loro. Quello era un modo per aggredire la vita. Il primo ad aver capito la professione che avrei scelto è stato mio padre che, vedendomi fare lo showman nel negozio di bomboniere di famiglia, mi disse di andare a Roma, di ricominciare daccapo e di provare a volare alto. Io ci ho creduto, ma è stato difficilissimo entrare nella grande macchina televisiva dello show business e ogni volta è difficile rientrarci, specie se sei un ragazzo che arriva da San Martino di Chieti Scalo con, tra le mani, i sogni di quando, ragazzino, guardavi il Bagaglino in televisione il sabato sera. Quando ho chiesto ai miei miti, come Oreste Lionello, come potevo entrare al Bagaglino, mi hanno tutti risposto di “studiare tanto”. E io l’ho fatto, studiando con Pino Insegno nell’Accademia di recitazione di Corrado Pani, arrivando sul palco, il luogo dove dimentichi tutto, le bollette da pagare, le tristezze, le liti con qualcuno, ed entri nella magia». Intanto, oggi prende il via un’altra iniziativa, “Maggio degli autori”: 5 incontri con diversi autori per scoprire il loro mondo e stimolare il piacere della lettura nei ragazzi. Si comincia alle 9,30 al Mediamuseum, con gli scrittori Tino Di Ciccio, autore di “Avrei dovuto amare di più”, e Simone Di Plinio, autore de “La mia mela marcia”.

