«Lo staff di D’Alfonso spia il M5S»

27 Marzo 2016

L’attacco al poliziotto Pavone per un post su Facebook, i grillini contro il presidente: il caso in Parlamento

PESCARA. «Qualcuno controlla le pagine Facebook del M5S», dicono il deputato Gianluca Vacca e il consigliere regionale Domenico Pettinari. «Non mi stupirei se qualcuno fosse pagato anche per pedinarci», afferma la consigliera regionale Sara Marcozzi. Il M5S si schiera contro il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso e contro il suo staff il giorno dopo la pubblicazione di un articolo sul Centro in cui si rivela perché lo stesso D’Alfonso, il 9 marzo scorso durante il consiglio regionale, si è scagliato contro un poliziotto della squadra mobile che ha indagato sulla City. Tutto è nato per un commento del sostituto commissario Giancarlo Pavone – difeso da tutti i sindacati di polizia – lasciato per errore sulla pagina di Pettinari in merito all’aumento del bollo auto in Abruzzo. Un commento rimasto su Internet solo 20 secondi e poi cancellato, ma che è arrivato fino a D’Alfonso. «Ci chiediamo», dicono Vacca e Pettinari, «come sia possibile che un commento rimasto pochi secondi su una pagina venga immediatamente notato e segnalato da qualcuno vicino a D’Alfonso. È una semplice ma alquanto improbabile coincidenza o magari c’è qualcuno che monitora continuamente l’operato degli eletti del M5S?». E Pettinari dice: «Io stesso non ho neanche fatto in tempo a leggere il presunto commento, che ricordiamolo nulla aveva a che fare con l’inchiesta sulla City». Vacca e Pettinari continuano: «Siamo in attesa che l’interrogazione parlamentare faccia chiarezza sulle eventuali ingerenze del mondo politico su indagini delicatissime e ci riserviamo d’intraprendere tutte le azioni possibili per fare luce su questo ulteriore aspetto inquietante».

«Sarebbe interessante sapere se “l’addetto allo screenshot” delle nostre pagine è pagato con i soldi degli abruzzesi», dice la Marcozzi, «ci sono cose ben più importanti: il calo dell’occupazione, le aziende che chiudono, l’aeroporto a rischio, il mare inquinato, gli ospedali che chiudono e il presidente pensa a Facebook? Cominciasse a pensare al benessere degli abruzzesi».

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