Locali, chiusura anticipata nuove regole per la movida

Gli esercenti: serrande abbassate all’1 e nei week end alle 2 , controlli continui
PESCARA. Oltre a una nuova e stringente ordinanza comunale, quel che serve a piazza Muzii – la zona della movida pescarese al centro di polemiche tra residenti, esercenti e Comune – è un codice di autoregolamentazione. I titolari delle attività che aderiscono alla neonata associazione Centro Giusto hanno inviato ieri una lettera al sindaco Marco Alessandrini, all'assessore al commercio Giacomo Cuzzi e al presidente della commissione commercio Piero Giampietro.
Una lettera che suona come un decalogo di buoni propositi, per un'ordinanza condivisa e per un “codice dei locali”, allo scopo di ricomporre quella contrapposizione creatasi «da tempo e in modo aspro», come si legge nel documento, «tra i residenti che rivendicano il diritto a dormire e ad avere sicurezza e noi esercenti che rivendichiamo legittimamente il diritto a svolgere attività di impresa».
Un equilibrio difficile quando la movida insiste sotto a condomini ad alta densità di residenti, ma non impossibile. Per questo, come spiega Matteo Pomponio di Centro Giusto, gli esercenti hanno incontrato la Commissione commercio in Comune, martedì scorso, un confronto costruttivo da cui è scaturito un «sistema di iniziative e di azioni risolutive», scrivono i titolari di Pizzeria Caracciolo, Pomm, Caffé Ideale, Papille, White Cliff, Vinamore, La Nuova Lavanderia, Birreria Leardi e Bottiglieria 101.
«L'incontro, promosso da Piero Giampietro, è stato positivo per tutti», osserva Pomponio di Pomm «erano presenti i consiglieri Guerino Testa, Fabrizio Rapposelli, Enrica Sabatini e Daniela Santroni, oltre al responsabile della polizia municipale per la sicurezza stradale Paolo Costantini. Nonostante le differenti prospettive, siamo arrivati a qualcosa di buono, il documento appena inviato al Comune. Piazza Muzii non è il far west troppo spesso dipinto dalla cronaca e la Commissione lo ha compreso», prosegue, «mostrandosi disponibile ad ascoltare una nostra proposta per giungere a un'ordinanza davvero risolutiva, condivisa, che tuteli tutti».
Misure che dovrebbero garantire l'attività di chi in quel quartiere investe, «un giro d'affari che vale circa 20 milioni di euro all'anno occupando più di 150 persone», puntualizza Pomponio. Ma anche misure capaci di garantire la vivibilità a chi abita in centro, senz’altro il cuore pulsante della città, come scrive Centro Giusto nella lettera al Comune, un cuore non esente da palpitazioni accese di tanto in tanto, come la rissa di qualche tempo fa.
Il vero problema, però, ammettono gli esercenti, è il rumore antropico a danno dei residenti. Per questo hanno proposto un elenco di regole necessarie, sulle quali si sono trovati d'accordo tutti durante l'incontro in Comune, racconta Pomponio. Secondo il documento sottoscritto da Centro Giusto, per sanare la situazione e aspirare ad «un sano e corretto intrattenimento serale» in quella zona, bisogna regolamentare l'attività dei locali puntando a restrizioni che alzino la qualità della clientela e limitino aggregazioni moleste.
«Quanto ad orari proponiamo la chiusura all'una di notte dal lunedì al giovedì e la domenica, mentre venerdì, sabato, festivi e prefestivi alle 2, ma per chiusura si intende la chiusura delle serrande», spiega Pomponio. «Occorre poi limitare la somministrazione all'interno degli spazi propri o in concessione agli esercizi e, in quest'ultimo caso, imporre l'obbligo di delimitarli con cordoni e piantane mobili, per controllare che la somministrazione avvenga in modo ordinato ed entro i limiti concessi, con la previsione di sanzioni pecuniarie per chi consuma bevande al di fuori degli spazi consentiti».
Oltre a regolare orari e mescita, il documento di Centro Giusto insiste sul controllo globale del quartiere con la presenza fissa dei vigili urbani nelle giornate di venerdì e sabato, dalle ore 22 alle 2.30, contestuale previsione di vigilanza privata, pattugliamento delle forze dell'ordine in tutti i giorni della settimana, ma anche adozione di un sistema di videosorveglianza, potenziamento dell'illuminazione di tutti gli spazi intorno al Mercato, anticipazione del servizio di pulizia alle ore 1.45 nel weekend, anche al fine di agevolare lo sfollamento della piazza, pulizia integrativa a carico degli esercenti stessi. «Solo l'attuazione sinergica e complementare di tutte queste iniziative da parte di Comune ed esercenti» conclude Matteo Pomponio «consentirà di preservare il buono che il quartiere ha espresso finora, a scapito di chi vuol vivere piazza Muzii solo per dare sfogo alle proprie intemperanze».
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