Locali da ballo, sfida sugli orari: si punta a chiudere alle quattro

10 Ottobre 2021

La richiesta di Confcommercio e dei sindacati Lavoratori dello spettacolo e Locali da ballo ai sindaci: «Serve un orario condiviso tra Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla»

PESCARA. Un’ordinanza con orario condiviso tra Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino, Francavilla al Mare, per consentire a tutta l’area metropolitana di tornare a ballare. È la richiesta che arriva da Riccardo Padovano, presidente Confcommercio, Claudio Corna, referente regionale del sindacato Lavoratori dello spettacolo e da Aldo Bertoni, del sindacato italiano Locali da ballo.
Domani discoteche e locali con licenza da ballo potranno riaprire le proprie porte dopo quasi due anni di stop. Il Consiglio dei ministri pochi giorni fa ha approvato il decreto legge che permette la ripartenza con una capienza del 50 per cento al chiuso e del 75 all’aperto. «Sotto l’aspetto economico la capienza al 50 per cento non ci soddisfa», commenta Claudio Corna che con Padovano e Bertoni hanno convocato una riunione per domani alle 15,30 in Confcommercio, per organizzare la ripartenza. «I gestori dei locali avranno tante difficoltà a fare utili, specie quelli più piccoli. Pescara più che con grandi discoteche si è sempre sviluppata a livello di club da 200-300 persone, per cui con una capienza alla metà difficilmente si potranno coprire le tante spese vive di utenze, personale, Siae e tutto ciò che serve per una serata. Siamo comunque fiduciosi che tra un mese si arrivi al 100 per cento, come successo per altre categorie, come stadi, cinema e teatri».
L’appello diretto di Padovano è rivolto ai sindaci delle amministrazioni comunali di Pescara e comuni limitrofi. «Bisogna tornare subito agli orari che esistevano prima della pandemia, per le attività che hanno la licenza da ballo», dice Padovano. «Ci aspettiamo quindi almeno una chiusura alle 4 per il weekend, con un’ordinanza con un orario comune per tutte le città, affinché non si crei confusione. Su questo aspetto non transigiamo. Dopo quasi due anni di chiusure è arrivato il momento di tornare a ballare nelle sale, perché la musica è vita e aiuta a superare questo periodo di depressione per via della pandemia».
Il Comune di Pescara si trova quindi a dover allineare subito l’ordinanza che disciplina l’attività notturna della città. Il provvedimento sindacale in vigore dal 4 ottobre, e fino a domenica 17, prevede che i locali del distretto di piazza Muzii possano restare aperti dalle 6 a mezzanotte nell’infrasettimanale, e dalle 6 all’una e mezzo il venerdì e il sabato. Chiusura all’una e mezzo tutti i giorni nel resto della città.
Orari evidentemente incompatibili con quelli che per natura connotano la movida danzante nelle discoteche o nei club. Domani in Comune ci sarà un confronto tra il sindaco Carlo Masci e l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese proprio per definire la nuova linea. «Su Pescara», aggiunge Corna, «il problema dell’ordinanza pesa ormai da troppo tempo. Già dall'inizio dell’estate, mentre l’Italia usciva dal coprifuoco, Pescara è rimasta vittima di questa ordinanza di quasi coprifuoco. La nostra speranza è che se ne faccia una ad hoc per discoteche e locali da ballo. Adesso non ci sono più scuse». Domani in Confcommercio è stato convocato un incontro operativo con i gestori delle discoteche e i rappresentanti dei lavoratori per organizzare la riapertura e stabilire le modalità di gestione degli ingressi, di controllo Green pass e di verifica del rispetto delle norme. «Un lavoro fatto come balneatori dalla Sib e che potrà essere riproposto in questa occasione», riepiloga Padovano.
«È l’inizio di una ripartenza e ci auguriamo che con la campagna vaccinale completa, la ripresa sarà quella che ci aspettiamo per far ripartire un settore in ginocchio dopo 18 mesi di stop».