Locali pieni e rispetto delle regole: la movida riparte col piede giusto

Occupati tutti i tavolini in via Battisti alla ripresa dell’attività, sotto l’occhio delle forze dell’ordine Il questore e Masci lanciano un appello ai ragazzi: «Siate responsabili, non abbassate la guardia»
PESCARA. Divertirsi sì, ma in sicurezza, senza dimenticare che il coronavirus è ancora oggi un pericolo. Con la ripresa dell'attività dei locali notturni arriva un appello dal questore Francesco Misiti e dal sindaco Carlo Masci, affinché tutto avvenga con criterio.
«Occorrono molta attenzione, senso civico e di responsabilità per affrontare la fase 2 dell'emergenza Covid19, anche e soprattutto nei luoghi della movida, dove i giovani amano ritrovarsi e intrattenersi», dice il questore che ha disposto servizi mirati per accertare che tutto avvenga regolarmente, oltre a quelli nel resto della città. Nella prima serata, ieri, locali pieni ma rispetto delle regole, sotto l’occhio delle forze dell’ordine.
CONTROLLI RIGIDI I controlli saranno «rigidi», a partire da questo weekend, e riguarderanno tutte le zone di aggregazione giovanile. In campo non solo la polizia ma anche carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, con servizi interforze già sperimentati nei periodi dell'anno in cui c'era una presenza massiccia nei locali e in strada, prima del coronavirus. Oltre ai pericoli di sempre, ora c'è anche quello del contagio: quindi il nuovo problema da affrontare è quello degli assembramenti in strada, fuori dai locali, che prima del virus erano la normalità. Bisogna tener conto, dicono dalla questura, «che il virus non è stato debellato e, quindi, è necessario adottare tutte le misure per scongiurare nuovi contagi», per cui le forze dell'ordine si occuperanno di accertare che vengano rispettate le prescrizioni vigenti e cioè divieto di assembramento, contingentamento, distanziamento sociale e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. «La soglia dell'attenzione deve rimanere alta», raccomanda la questura.
RISCHIO FOCOLAIO Dello stesso tenore il messaggio del sindaco, che ha lanciato il suo appello su Facebook rivolgendosi in particolare ai giovani.
«Il bel tempo e la voglia di normalità ci spingono a riappropriarci degli spazi aperti, delle vie dei locali e delle nostre abitudini, ma non è ancora il momento di un ritorno al passato perché la battaglia contro il coronavirus non è ancora vinta». Anche da Masci, quindi, è partita la richiesta di «osservare tutte le precauzioni per impedire il riaccendersi di un focolaio che avrebbe conseguenze pesanti». Prima di raggiungere i locali della movida, si devono tenere a mente alcune regole: «Mantenere il distanziamento sociale, usare le mascherine e i guanti, evitare in ogni modo gli assembramenti».
SECONDA ONDATA Vietato «essere irresponsabili», ora serve «tanto buon senso con qualche piccolissima rinuncia» per tenere lontana una «seconda ondata» come quella che si verificò per l'influenza spagnola, ricorda il sindaco lanciando una raccomandazione in due parole: «Niente eccessi». Non teme situazioni spiacevoli, ma anzi è «fiducioso» Cristian Summa, titolare di due locali, fortemente critico sul modo in cui è stata gestita l'emergenza a livello nazionale (basti pensare alla cassa integrazione).
REGOLE RISPETTATE E' molto determinato nella ripartenza e dice: «Noto che la gente ha voglia di stare fuori e divertirsi, ed è proprio questo che ci dà la spinta a continuare. Ma è come se ci fosse il freno a mano tirato, perché non c'è ancora la piena normalità. In questi giorni c'è stato un crescendo di clienti e non ho mai dovuto chiedere a qualcuno di indossare la mascherina. Le disposizioni vengono rispettate, mi sono organizzato per i tavoli, aumentandone le dimensioni e al momento della prenotazione chiediamo di specificare la parentela dei clienti, per una sistemazione adeguata».
Summa è d'accordo con questore e sindaco: «Non si deve abbassare la guardia perché non siamo ancora in una situazione di normalità, a cui però bisogna tendere». E se si dovessero creare assembramenti? «Interverrei personalmente, certo, anche perché credo che nessuno voglia tornare alla fase 1».
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