«Loredana, il suo ultimo pensiero per Admo»
La presidente regionale De Angelis ricorda la giornalista morta improvvisamente a Milano
PESCARA. Si allungano i tempi per conoscere la data in cui gli amici e colleghi di Pescara potranno dare l’ultimo saluto a Loredana Ranni, la giornalista pescarese di 56 anni morta per un malore improvviso all’alba di lunedì nella sua casa di Milano, dove lavorava per la rivista Immagine del Corriere della sera come caporedattore centrale. Si allungano perché la Procura almeno fino a ieri non aveva deciso se disporre l’autopsia per chiarire la causa della morte improvvisa di Loredana che aveva già sconfitto un tumore.
Intanto, si moltiplicano i ricordi e i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa. Particolarmente sentite le parole di Paola De Angelis, presidente regionale di Admo, l’associazione dei donatori del midollo osseo di cui Loredana Ranni era sostenitrice. «Ho conosciuto tanti anni fa Loredana Ranni a Milano in occasione della presentazione del suo libro “Io viva di tumore” il cui ricavato era stato devoluto ad Admo», racconta De Angelis, «la storia della sua esperienza di donna guarita dal tumore. Siamo entrate subito in sintonia e da allora è iniziata una grande amicizia e una meravigliosa avventura, come lei chiamava la sua esperienza in Admo che è durata oltre 10 anni. Decine sono stati i progetti e gli eventi da lei portati avanti in ogni parte d’Italia. Mi arrivavano spesso messaggi in cui mi esponeva idee, per sviluppare le modalità più efficaci di come trasmettere il messaggio alla popolazione. E proprio sabato nel tardo pomeriggio ho ricevuto il suo ultimo messaggio. Ero al convegno nazionale di Admo», va avanti De Angelis, «e ho ricevuto un suo whatsapp molto affettuoso. Mi chiedeva informazioni sull’andamento dei lavori. Le ho risposto un po’ tardi e per eccesso di discrezione non l’ho chiamata ripromettendomi di telefonarle la mattina successiva. Troppo tardi e di questo mi rammarico, ma mi emoziona il fatto che fino all’ultimo aveva nel cuore Admo. Vorrei ricordarla con alcune sue parole», conclude la presidente citando uno degli editoriali che Loredana scriveva quando era direttrice del periodico Admo. Ed eccole: «Il vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. Questo pensiero di Nelson Mandela dovrebbe essere scritto nelle sale di attesa di ambulatori e cliniche, andrebbe affisso lungo le vie delle città. Ognuno di noi», scriveva Loredana, «è una scommessa e deve imparare a volare alto anche quando sprofonda in un letto di ospedale. Io ho continuato a sognare, pur avendo le lacrime agli occhi per il male fisico e psicologico che mi angustiava. E ho vinto!».

