Loreto, soltanto 24 ragazzi su cento mangiano a scuola

Sale la protesta sui buoni mensa passati da 57 a 77 euro Le mamme puntano i piedi e attaccano il sindaco Starinieri
LORETO APRUTINO. I genitori loretesi sono decisi a continuare la protesta e non faranno mangiare i propri figli a mensa neanche nei prossimi giorni. La contestazione contro la stangata sulla refezione delle scuole materne, iniziata lunedì, rischia di coinvolgere sempre più famiglie con bambini e allargarsi ad altri aumenti che riguardano tariffe e balzelli comunali.
Il comitato dei genitori, che chiama a raccolta tutti i cittadini di Loreto, scenderà in piazza il 9 ottobre per manifestare. Dopo l’amara e salata «scoperta» fatta da mamme e papà dei bambini della scuola dell’infanzia che si sono visti aumentare il costo del blocchetto dei buoni pasto da 57 a 77 euro senza avere avuto nessuna comunicazione in merito, la questione è tutt’altro che chiarita con l’amministrazione e il malcontento cresce. Le mamme soprattutto, questa volta, hanno puntato i piedi e dopo aver chiesto lumi in municipio sull’ ennesimo rincaro, insoddisfatte e deluse delle risposte evasive degli amministratori, hanno deciso di far sentire la propria voce in un altro modo.
Ieri sono stati 24 i bambini, sui 107 iscritti nel plesso di via Cappuccini, a usufruire della mensa, gli altri sono tornati a mangiare a casa, creando non poche difficoltà alla gestione delle cucine e al personale che non sa più come regolarsi sulla preparazione dei pasti. Intanto, la protesta corre anche sul web e numerosi cittadini, anche quelli che non hanno figli o nipoti a scuola, si uniscono al coro esprimendo solidarietà alle famiglie che invece, di sacrifici per mandarceli, ne fanno quotidianamente, soprattutto lì dove a riportare lo stipendio a casa è solo uno dei genitori.
Quello che ha inasprito gli animi – raccontano le mamme – è stata la rigidità del sindaco, Gabriele Starinieri, irremovibile e niente affatto disposto a trattare sulla questione, giustificando gli aumenti con la necessità del Comune di fare cassa. Motivazione mal digerita dai genitori che si aspettavano almeno una differenziazione delle tariffe in base al reddito.
Ipotesi neanche presa in considerazione dalla giunta e dal primo cittadino che alle mamme ha risposto che «la delibera sulle tariffe è stata approvata e non può essere cambiata. Di fronte alla pretesa del sindaco», sottolinea Elisa Costante, presidente del comitato dei genitori, «di farci credere che la decisione non fosse modificabile, abbiamo scelto di passare alle vie legali, inviandogli una lettera scritta da un avvocato. Anche la preside, all’inizio dell’anno, aveva tentato di trovare un compromesso, rinunciando al pasto per le insegnanti, in modo da non gravare sulla mensa e avere un risparmio annuo considerevole, ma neppure questa ipotesi ha impedito la stangata sui buoni».
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