Lotta agli incassi in nero: bed&breakfast e affitti nel mirino della Finanza

1 Settembre 2018

Venti denunce tra Pescara e Montesilvano per 200mila euro evasi Nei guai anche un’agenzia immobiliare che non dichiara 150mila euro 

PESCARA. Affitti e compravendite in nero: bed&breakfast, abitazioni private e una società immobiliare nel mirino delle Fiamme Gialle che hanno rilevato la somma complessiva di 350mila euro di evasione fiscale parziale o totale.
L’operazione è stata eseguita dagli uomini della compagnia di Pescara, coordinati dal maggiore Marco Toppetti.
Le indagini della Guardia di Finanza rientrano nell’ambito delle attività di intensificazione e contrasto delle illegalità nel periodo estivo, allo scopo di contrastare la concorrenza sleale e a tutela degli operatori che lavorano in piena legalità.
Le ispezioni si sono concentrate su 20, tra strutture ricettive (il 70%) e affittuari titolari di una o più abitazioni private, tra Pescara e Montesilvano. Esercenti e locatori, proprietari di uno o più appartamenti, che hanno ospitato clienti senza emettere regolare documentazione fiscale, hanno evaso introiti per 200mila euro.
Le indagini hanno riguardato anche una società immobiliare, con indirizzo tra Montesilvano e Pescara, che ha effettuato compravendite irregolari.
Nei confronti dell’azienda sono state rilevate operazioni immobiliari e costi indeducibili per complessivi 150mila euro di imponibili occultati al fisco.
In tutti i casi citati, per i quali le indagini sono ancora in corso, sono stati effettuati controlli incrociati di dati e documentazione fiscale non emessa che hanno condotto all’elevazione di sanzioni (sulla base dell’articolo 1 del decreto legislativo 471/1997) comprese tra il 90 e il 180 per cento dell’imposta evasa dai titolari delle varie attività.
Da normativa, non sono previste multe nei confronti degli inquilini o dei clienti che hanno preso in affitto immobili o sono stati ospiti delle strutture.
Ciò vuol dire che l’utente che decide di accettare un affitto in nero, non è sanzionabile. Lo sono solo coloro che propongono certe condizioni.
La prassi per gli affitti regolari di immobili privati prevede che il proprietario debba rilasciare all’utente che intende occupare l’appartamento, una quietanza, un documento valido per effettuare la dichiarazione dei redditi.
I titolari di strutture ricettive come i B&B non sono tenuti a emettere fattura come accade regolarmente per alberghi e affittacamere (il numero dei posti letto segna le differenze fiscali).
È sufficiente invece una documentazione non fiscale. Una libertà di vincoli che probabilmente facilita lo scivolamento verso le attività in nero.
In questa circostanza, rilevata dagli uomini delle Fiamme gialle nel corso delle ispezioni (a cui si è arrivati attraverso monitoraggi precedenti) che andranno avanti anche nei prossimi mesi, sono stati accertati nei bed&breakfast, numerosi casi di soggiorni di ospiti ai quali non è stata emessa la relativa fattura informale sulla base dei corrispettivi riscossi, gran parte dei quali sottratti all’attenzione del fisco.
Attività, queste, che già fruiscono di consistenti agevolazioni fiscali rispetto ad altre strutture ricettive alberghiere.
I privati hanno omesso di dichiarare per intero il corrispettivo dei canoni di locazione di villette e case al mare per alcune situazioni.
Per altre, invece, il compenso pattuito con gli inquilini è stato dichiarato fiscalmente solo in parte.
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