Lotta al Covid, ecco la mappa dei 9 ospedali

A Pescara, Chieti, L’Aquila e Teramo si affiancano Penne, Ortona, Atessa, Atri e la struttura del G8
L'emergenza coronavirus ha portato alla riconversione di reparti, a volte di interi ospedali, per curare pazienti affetti da coronavirus. Il Covid-19 ha cambiato la mappa regionale della sanità abruzzese e sconvolto la rete ospedaliera della regione. Ora ci sono 9 strutture dedicate a questo tipo di cure. Sono i cosiddetti Covid hospital, ospedali riconvertiti e che stanno ospitando i pazienti positivi al virus. Nella Asl di Pescara sono due gli ospedali di riferimento. Oltre al Santo Spirito, c'è la struttura ospedaliera di Penne, uno dei comuni più colpiti della regione e con il maggior numero di contagiati dopo Pescara. Non sarà invece centro di riferimento sui ricoveri per il coronavirus, l'ospedale di Popoli.
La Asl di Avezzano Sulmona L'Aquila ha deciso di centralizzare i servizi e di potenziare l'assistenza nella lotta al virus nel capoluogo abruzzese. È stata infatti ripristinata e resa funzionale l’area ex G8, complesso realizzato nel post terremoto. Questo dovrebbe permettere all’ospedale San Salvatore di predisporre posti letto aggiuntivi da dedicare ai malati di coronavirus. Il “Covid G8” ospita sei posti letto di Terapia intensiva a pressione negativa e ventiquattro letti per la Terapia sub-intensiva. Nella Asl di Lanciano Vasto Chieti la scelta è ricaduta sulle strutture sanitarie di Ortona e Atessa, oltre all'ospedale di Chieti, dove andranno i malati più critici. A Ortona sarà garantita ai pazienti assistenza ventilatoria invasiva o di supporto ai malati che dovessero averne bisogno; ad Atessa, invece, in quanto ospedale di prossimità, potranno andare i casi con pochi sintomi, sempre tenendo aperta la possibilità di intensificare il livello assistenziale, attivando un’area sub intensiva e la rianimazione dopo che il personale sarà stato adeguatamente formato e affiancato da altre unità. Non saranno ospedali Covid le strutture di Vasto e Lanciano, come si era ipotizzato inizialmente.
La Asl di Teramo ha individuato come ospedale Covid il San Liberatore di Atri. La scelta è stata fatta anche perché sia il reparto di Medicina che quello di Rianimazione avevano ospitato pazienti malati di coronavirus. Quindi, oltre ai posti di rianimazione destinati a pazienti Covid disponibili all’ospedale di Teramo e attivati all’interno del reparto di Malattie infettive, è a disposizione anche quello di Atri dove la Rianimazione dispone di cinque posti più quelli attivabili nelle tre sale operatorie, praticamente inutilizzate.
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