Lotta al degrado e cura della città: il Comune chiama 800 disoccupati

Pronto il piano per utilizzare i beneficiari del reddito di cittadinanza per i lavori di manutenzione La sperimentazione è già partita. L’assessore Sulpizio: «Continueremo l’esperienza anche nel 2021»
PESCARA. Ci penseranno i cittadini a curare il verde pubblico, a svolgere piccoli interventi di manutenzione e a combattere il fenomeno del degrado nelle periferie. Il Comune ha trovato la soluzione al problema della carenza di organico che impedisce, talvolta, di fare lavori necessari per rendere più bella e attraente la città. In che modo? Utilizzando i beneficiari del reddito di cittadinanza, ossia persone che percepiscono fino a 800 euro al mese dallo Stato, molto spesso, senza svolgere nemmeno un’attività.
Un esercito che a Pescara conta 3.402 cittadini (di cui circa la metà in carico al Comune), in gran parte disponibili a rendersi utili per la collettività. Il Comune di Pescara, tra i primi in Italia, ha deciso di cominciare ad utilizzare questa forza lavoro, a costo zero per l’ente, per alcuni interventi come la cura del verde, la pulizia della città, il controllo visivo delle strade. Sono già 200 le persone utilizzate dal Comune, ma l’assessore alle politiche sociali Adelchi Sulpizio ha intenzione di quadruplicare questo numero, visto il successo di questa sperimentazione. «Vorremmo utilizzare entro il 2021 almeno 700-800 beneficiari del reddito di cittadinanza», ha rivelato. Nel frattempo, è stato anche avviato un bando per verificare se enti pubblici e del terzo settore siano interessati ad utilizzare i percettori del reddito.
L’esperimento con i primi 200 è partito all’inizio di questo mese. Si tratta dei Progetti utili alla collettività, i cosiddetti Puc, che il Comune ha ribattezzato «Pescara, una città al lavoro». Questi cittadini sono stati suddivisi in squadre, che fanno capo a diversi settori dell’amministrazione, per svolgere le funzioni di cura e manutenzione. L’impegno settimanale va dalle 8 alle 16 ore e ognuno, dopo aver ottenuto l’idoneità tramite visita medica, ha seguito corsi di formazione per la sicurezza sul lavoro. Sono riconoscibili da una casacca catarifrangente con il logo Puc.
I primi che stanno sperimentando i Progetti utili alla collettività sono impiegati in questo modo: 16 svolgono attività di cura, pulizia e di presidio dei parchi pubblici; collaborano con i giardinieri del Comune per le potature, gli sfalci e la manutenzione del verde delle riviere. Altri 24, sotto la guida della polizia municipale, svolgono attività cosiddetta di sorveglianza visiva per segnalare situazioni di degrado.
Poi ci sono 13 lavoratori che fanno attività di accoglienza e informazione all’interno di alcune strutture culturali, come il museo Colonna e l’Aurum. Poi, 9 persone sono di supporto agli operai del Comune per svolgere attività di manutenzione. E ancora: 4 supportano l’ufficio Anagrafe per gli appuntamenti e il rinnovo delle carte d’identità e altrettanti sono al lavoro all’ufficio Protocollo per la digitalizzazione dei documenti.
Ora, stanno per scendere in campo altri beneficiari del reddito di cittadinanza in vista della riapertura delle scuole. Questi avranno il compito di controllare l’entrata e l’uscita dei bambini e saranno presenti anche negli scuolabus. «L’intera struttura delle Politiche sociali del Comune», ha fatto notare Sulpizio, «ha lavorato egregiamente per far partire in tempi record i Progetti utili alla collettività e, soprattutto, per dare la possibilità ai beneficiari di attuare concretamente il loro percorso di inclusione sociale, raggiungendo gli obiettivi che si pone il reddito di cittadinanza, ossia non un mero sussidio, ma un’attività di reinserimento sociale».
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