Lotti, al Senato si vota la sfiducia. Pd: sarà bocciata

15 Marzo 2017

Oggi Mdp e Forza Italia usciranno dall’aula al momento del voto sulla mozione presentata dal Movimento 5 stelle

ROMA. Il giorno della verità per Luca Lotti è arrivato. L’aula del Senato voterà oggi la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti del ministro dello Sport in relazione alla vicenda Consip. Oltre alla mozione M5S anche Mdp ha presentato una mozione, che ancora deve essere calendarizzata, con cui chiede al presidente del consiglio Gentiloni di sospendere dalle sue funzioni il ministro Lotti fino a quando non saranno chiarite le vicende giudiziarie che lo riguardano. Gli ex dem, che a palazzo Madama sono decisivi per la maggioranza, fanno sapere che oggi non parteciperanno al voto sulla sfiducia, ma questo non vuol dire “disco verde” al governo. Pesano infatti come macigni le accuse che il Movimento democratici e progressisti mette nero su bianco nella mozione di censura. Una mozione in cui si denuncia una «gestione familistica e clientelare del potere». Rispetto alla sfiducia dei 5 Stelle, la differenza è che la mozionedi Mdp dichiara, con la sospensione del ministro, di voler permettere al governo di «operare al riparo da dubbi» derivanti dalla «commistione tra affari e politica» e ricorda i casi di ministri che si sono dimessi su «pressante richiesta di Renzi».

Quel che è certo è che il governo ribadisce piena fiducia a Lotti e il Pd assicura che respingerà tutte le mozioni contro il ministro. E pazienza se gli ex dem insistono. Roberto Speranza ne fa una questione di opportunità politica: «Noi non parteciperemo al voto. Siamo tutti garantisti e qui c’è solo un’indagine in corso. Non c’è nessuna spinta giustizialista, ma c’è un problema di opportunità politica: c’è troppo potere concentrato in 20 chilometri, in poche famiglie. Stiamo dando un messaggio sbagliato, c’è troppo familismo». Parole che scatenano la dura reazione dei dirigenti dem. «La mozione di Mdp? È un atteggiamento singolare da parte di una forza di maggioranza...» affonda Lorenzo Guerini. La mozione dei 5 Stelle sarà approvata? Stando a quanto dichiarato, a votare la mozione grillina saranno Cinquestelle, Lega e Sinistra Italiana, più i voti di alcuni gruppi minori. I sì alla sfiducia, quindi, dovrebbero attestarsi intorno agli 80-85 voti. Mentre la mozione dovrebbe essere bocciata da almeno 148 voti, che potrebbero salire a 164 considerando i 16 voti dei verdiniani. A togliere qualsiasi pathos ci ha pensato Forza Italia che, come ha confermato il capogruppo Paolo Romani, non parteciperà al voto, con i suoi 43 senatori. «Lotti deve restare al suo posto» taglia corto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, mentre Michele Emiliano non cambia idea: «Si dovrebbe dimettere». Lotti interverrà prima del voto in Aula per respingere le accuse del M5s. Ribadirà che è «totalmente estraneo» alla vicenda Consip e soprattutto che non hanno alcun fondamento alcune delle “imputazioni” che i Cinque stelle elencano nella loro mozione. Lotti spiegherà di non aver mai rivelato segreti d’ufficio né conosciuto Romeo.

E il governo? Paolo Gentiloni lo vuole tenere «al riparo dalle tensioni politiche». Il premier ieri sera ha partecipato all’assemblea dei deputati Pd e non ha affrontato la vicenda Lotti ma ha fatto capire che il suo è un governo non a tempo: «Non mi rassegno all’idea di un governo e una maggioranza in cui si tira a campare. Non può essere così, sarebbe non solo un errore ma anche un torto alla nostra coscienza, al nostro dovere e al senso delle istituzioni. E poi di fatto non è così , se penso a questi tre mesi del nuo vo governo». Il premier cita Cocciante («Non possiamo stare fermi»), annuncia che i decreti sul contrasto alla povertà sono «quasi pronti», che sulla questione meridionale ci sarà un «evento nazionale» a Matera e poi offre una risposta anche sui voucher: «Il governo lavorerà sul tema oggetto del referendum».

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