«Luce e gas alle stelle mille euro al giorno»

PESCARA. «Tra luce e gas, per me le spese energetiche si aggirano sui mille euro al giorno, per il panificio. A queste si aggiungono le spese per la rivendita-pizzeria, in locali separati, che sono...
PESCARA. «Tra luce e gas, per me le spese energetiche si aggirano sui mille euro al giorno, per il panificio. A queste si aggiungono le spese per la rivendita-pizzeria, in locali separati, che sono arrivate a 4.000 euro al mese». Roberto D’Intino non è solo un panettiere di Spoltore ma il presidente locale dell’Assipan, l’Associazione italiana panificatori e affini di Confcommercio. Le attività del settore sono tra quelle energivore, le più tartassate dal caro bollette, e gli effetti si cominciano a sentire, anche se «abbiamo beneficiato e beneficiamo del credito d’imposta, prima del 25% e ora del 40%». Per fare fronte alle spese energetiche «dovremmo incassare ventimila euro al giorno e vendere il pane al doppio», dice D’Intino facendo mente locale sui conti del periodo. «L’aumento dei costi si aggira sul 400% e non è semplice da gestire. Si pensi che luce e gas ormai costano più della farina, la nostra materia prima. La soluzione? Bisogna pagare le bollette, necessariamente, altrimenti arriva il distacco e poi non possiamo riaprire, se non pagando tutto. Si può pensare alla rateizzazione, ma ne viene concessa una sola. Ci sono aziende messe molto male e penso non solo ai panificatori ma anche ai ristoranti, che usano l’aria condizionata, ai supermercati, che usano i frigoriferi». Non c’è tempo, per correre ai ripari. «Sessanta giorni, non di più. Il 5% delle attività è a rischio chiusura. L’unica possibilità è ridurre il personale, oltre ad aumentare i prezzi. Si pensi, quindi, a un prezzo calmierato per l’energia, per le imprese che si occupano di beni di prima necessità. O si fissi un tetto». (f.bu.)

