Luce e visioni Aperta a Teramo “Fotografie”

TERAMO. Quatto fotografi, quattro differenti modi di scrivere con la luce. Inaugurata sabato scorso 25 ottobre a Teramo, nel salotto artistico culturale Pharos di Giulietta Cerulli, la mostra...
TERAMO. Quatto fotografi, quattro differenti modi di scrivere con la luce. Inaugurata sabato scorso 25 ottobre a Teramo, nel salotto artistico culturale Pharos di Giulietta Cerulli, la mostra collettiva “Fotografie”. Lo spazio al civico 27 di corso Cerulli propone i lavori di Vincenzo Ammazzalorso, Armando Di Antonio, Attilio Gavini e Fabio Salvato, in un percorso che vede protagonista il bianco e nero, con i suoi contrasti e la sua poetica essenziale.
In “Bordi di mare” di Vincenzo Ammazzalorso il mare e i cieli burrascosi, forieri di tempesta, sono per l’autore la porta per la serenità, in un contrasto visivo e semantico che vive nelle immagini (scattate tra Abruzzo e Molise) che disegnano vite interiori e geometrie del pensiero.
Nelle immagini di “Corpi Pensanti” lo sguardo di Armando Di Antonio entra in un mondo altro, ovvero il mondo del carcere, fatto di vite sospese, di ombre e demoni, e compie un viaggio nel buio di chi vive “ristretto” in uno spazio fisico ed emotivo, dove soltanto qualche spiraglio di luce e leggerezza è possibile.
In “Racconto” Attilio Gavini usa sapientemente la luce come uno strumento di precisione, facendo emergere nuovi corpi e lucide visioni da immagini quotidiane, e apre la porta a nuove dimensioni, raccontando la storia che ogni foto nasconde.
Con “Magneti” Fabio Salvato sceglie l’istallazione per raccontare emozioni, ricordi, amori, e racchiude in un “angolo cottura” affetti e citazioni colte, creando continui cortocircuiti tra la realtà e la sua riproduzione, un collage in cui ogni elemento presenta più livelli di significato.
Armando Di Antonio e Attilio Gavini a inizio anni Ottanta - insieme alla poetessa pescarese prematuramente scomparsa Rita Ciprelli, al fotografo Paolo dell’Elce e al regista Dino Viani - fondarono il “Gruppo Stimmung”, felice esperienza creativa culminata con la pubblicazione di “Metafore dell'assenza” (1992), progetto editoriale e espositivo cui aderì il maestro Mario Giacomelli, e il cui catalogo è presente nei maggiori musei europei e al Moma di New York.
Fotografie di Gavini, medico odontoiatra, fanno parte della collezione della Bibliothèque nationale de Paris, della galleria Il Diaframma a Milano, del museo abruzzese della fotografia “Giuseppe Moder” a Città Sant'Angelo, e di collezioni private; quest’estate ha partecipato a Atri alla collettiva “Stills of Peace”.
Di Antonio si è dedicato alla fotografia a partire dagli anni Settanta, colpito dalle possibilità creative della camera oscura. Nel 1986 è diventato fotoreporter del Messaggero, senza però abbandonare il percorso personale. Fondamentale nel 1989 l’incontro con il fotografo poeta Mario Giacomelli, la cui amicizia e visione hanno influenzato in modo decisivo la sua ricerca.
Vincenzo Ammazzalorso ha iniziato a fotografare a Firenze nel periodo universitario. Sue foto sono state pubblicate su riviste scientifiche e periodici di area economica e culturale. Ha esposto in personali e collettive. È autore di sette calendari per l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo e Molise. Sue fotografie sono state utilizzate dall’Oie di Parigi per la copertina del volume “World Animal Health".
Fabio Salvato (al secolo Fabio Di Salvatore), architetto, ha sviluppato una poetica tesa alla ricerca di una "confusione" tra le arti visive e utilizza la fotografia come fattore di sintesi tra esse e di documentazione dei propri processi creativi; nel 2010 Di Salvatore ha vinto il premio internazionale di fotografia “Emozioni nel cratere”.
La mostra “Fotografie” resterà aperta fino a sabato 8 novembre. Orario 17.30-19.30 dal lunedì al sabato. Ingresso libero. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

