Luciani, il primo della lunga lista «Con lui guarderemo avanti»

10 Dicembre 2018

FRANCAVILLA. Da Gianguido D’Alberto, Mario Pupillo e Sabatino Di Girolamo, a Rosanna Salucci, Angelo Radica, Francesco Di Donato e Ignazio Rucci. Sono tanti: è un esercito di sindaci che rappresenta...

FRANCAVILLA. Da Gianguido D’Alberto, Mario Pupillo e Sabatino Di Girolamo, a Rosanna Salucci, Angelo Radica, Francesco Di Donato e Ignazio Rucci. Sono tanti: è un esercito di sindaci che rappresenta l’intero Abruzzo. Il primo dei firmatari dell'appello alla candidatura di Giovanni Legnini come presidente della Regione, è Antonio Luciani, primo cittadino di Francavilla.
Ha girato l'Abruzzo in lungo e in largo con la sua 500, ha messo a disposizione del centrosinistra la propria candidatura, ma oggi è il primo sostenitore dell'ex presidente del Csm e apre l'elenco di coloro che lo vogliono in campo. «Ho sempre dichiarato che la mia proposta politica sarebbe stata valida esclusivamente se non vi fosse stata quella di Giovanni Legnini», esordisce Luciani, «lui è senza dubbio la migliore candidatura che il centrosinistra possa esprimere. Giovanni può vantare uno dei migliori curriculum politici e amministrativi dell’intera nazione. Il mio progetto era diverso dal suo, né migliore né peggiore. Con un punto comune però: l'orizzonte di entrambi va molto oltre il Partito Democratico e si rivolge al civismo».
Nel suo viaggio per l'Abruzzo il primo cittadino Luciani ha raccontato via social di strade groviera, paesi che si svuotano, risorse turistiche per nulla conosciute, né valorizzate che potrebbero essere linfa vitale per il miglioramento auspicato, ma tale condizione per l'amministratore è perseguibile soltanto in un modo: ascoltando quello che hanno da dire i territori. «Sia come sindaco che come viaggiatore ho potuto tastare la necessità che ha l'Abruzzo di avere in Regione persone che conoscono e sono vicine ai territori. Non vedo queste caratteristiche nelle candidature dei Cinque Stelle e del Centrodestra. Sono certo che Giovanni saprà invece trasmettere ai cittadini che il tempo dell’improvvisazione sta finendo. Occorrono serietà, competenza e amore per l’Abruzzo. Alcuni vogliono usare la nostra Regione come un salvadanaio da rompere, altri per metterci solo momentaneamente delle monete da usare in seguito per pagare il viaggio verso Roma».
Ma di cosa ha bisogno la regione forte e gentile per rilanciarsi? «Fino ad ora ci si è concentrati troppo sulle grandi opere e troppo poco sulla qualità della vita dei cittadini», prosegue Luciani. «Una grande opera come quella del completamento della Fondovalle Sangro di sicuro è tanto ma non è tutto, non risolve il problema di quegli abruzzesi che per recarsi al più vicino ospedale devono attraversare un'ora di mulattiera. E ancora, dotare il comune di Pescara di un nuovo depuratore è utile ma non risolve le esigenze di molti centri del Pescarese, che non hanno alcun impianto e sversano liquami nelle fosse imhoff. I temi ambientali devono divenire il punto centrale della vita degli amministratori». E chiude tornando a Legnini: «Con lui saremo nuovamente in grado di programmare».
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