Luciani non si ferma: Sirena, in arrivo il piano per demolire

Il sindaco al comitato: «Valutaremo ogni ipotesi alternativa ma l’edificio non ha valore e sono stato scelto per decidere»
FRANCAVILLA AL MARE. «Pochi giorni per la determina dei lavori. Poi si procederà con il progetto per la demolizione di palazzo Sirena dopo una verifica puntuale delle idee progettuali sul futuro della piazza e sulla sistemazione della viabilità». Parole di sindaco. Antonio Luciani ribatte così alle sollecitazioni del comitato Risorgi Sirena, che chiede di valutare ipotesi alternative all’abbattimento dell’ala storica dell’edificio ma non perde l’occasione per “pizzicare” il presidente Pierfrancesco Fimiani ricordando che gli appuntamenti si chiedono alla segreteria del sindaco, «non a mezzo stampa per avere visibilità».
Quanto alla situazione relativa all’auditorium, il 20 dicembre si riunirà la commissione pubblico spettacolo per ottenere la certificazione che ne consentirà l’utilizzo. L’auditorium potrà ospitare 270 persone. «L’idea» osserva Luciani, «è che si sviluppi oltre che come polo culturale, anche come centro congressi». Poi il sindaco si lancia a fare previsioni: «Ipotizzando che venga riempito 100 volte l’anno, vorrebbe dire aver ospitato 27mila persone nel centro cittadino. Se pensiamo a una spesa pro capite di 10 euro per persona (tra bar, ristoranti, negozi), questo significherebbe 270mila euro in più nella nostra economia. Numeri destinati ad aumentare esponenzialmente in caso di utilizzo ancora più frequente dell’auditorium, come auspichiamo».
Sulle tesi del comitato Risorgi Sirena, Luciani annota che del gruppo fa parte l’architetto Mosè Ricci, il quale fece parte anche del team di tecnici che realizzò la torre negli anni ‘90. «È lecito proporre alternative», ribatte il sindaco, «ma mi chiedo: chi oggi vuole difendere il valore architettonico di quella struttura dov’era quando è stata costruita la torre che solo oggi, grazie a un intervento di questa amministrazione, è stata valorizzata e resa utilizzabile? Perché nessuno mi ha chiesto, per valorizzare il palazzo che tanto difendono, di abbattere quella torre? Anche la posizione dell’architetto Ricci» prosegue Luciani, «appare oggi per nulla coerente con quanto egli stesso affermava più di vent’anni fa. L’architetto Ricci, nella relazione allegata al progetto del concorso del 1992, definiva il palazzo Sirena uno spartitraffico, oggi difende quello stesso edificio, chiuso da 25 anni». Per Luciani, la decisione di aderire o meno a un progetto è una decisione politica: «Se non c’è un valore storico o architettonico da difendere, come non c’è in questo caso, l’amministrazione fatte le sue valutazioni procede. Siamo stati votati per amministrare, ne abbiamo ricevuto mandato da oltre il 65,75% dei cittadini. Questo facciamo e faremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

