Luciani presenta 1700 firme per far abbattere la Sirena

21 Aprile 2017

Francavilla, il Comune tenta di far rimuovere il vincolo imposto sull’edificio Presentata una memoria alla soprintendenza delle Belle arti di Chieti

FRANCAVILLA AL MARE. Scadevano stamane i trenta giorni utili per consegnare una memoria alla soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo di Chieti, in merito alla valutazione dell'interesse culturale di palazzo Sirena. Il sindaco non ha perso tempo.

Così, ieri mattina, Antonio Luciani ha consegnato nella sede istituzionale del capoluogo teatino una approfondita relazione con ben ventidue allegati, comprese le millesettecento firme raccolte in tre giorni direttamente nelle piazze, allo scopo di perorare le ragioni dell'amministrazione comunale che hanno portato alla decisione di demolire un edificio ritenuto non più utile e per chiedere che non venga apposto il vincolo.

«Ho consegnato una relazione con ventidue allegati con i quali ho ricostruito la storia di palazzo Sirena», spiega il primo cittadino, «ho descritto le vicende del palazzo dal 1951 a oggi, una storia di continui fallimenti; dal 1990, con la costruzione della Torre, l’edificio non ha più nemmeno l'agibilità per eventi aperti al pubblico come gli spettacoli, invece per la torre la stiamo per ottenere. Spero che non venga riconosciuto valore a un palazzo che è stato, tra l'altro, un abituale ritrovo di persone pregiudicate e un pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica. Un palazzo chiuso da trenta anni, simbolo del degrado. Con una delibera del 1999, si decise l'affidamento a terzi della struttura e la gara andò deserta. Con una delibera del 2002, la giunta comunale decise di concedere l'affidamento a un privato per la gestione di lotterie e altre attività attinenti e il privato rinunciò non appena si rese conto della gravosità degli oneri necessari per poter aprire: si trattava di centinaia di migliaia di euro».

Il sindaco manda anche un messaggio al comitato Risorgi Sirena: «Vengono postate foto che traggono in inganno, perché mostrano luoghi che non esistono più come la rotonda. Il palazzo è stato utilizzato in maniera sporadica per recite scolastiche e altre iniziative, ma mai in maniera continuativa. Quando affermo che è chiuso da trenta anni non voglio dire che nessuno ci ha più messo piede, ma che soltanto occasionalmente è stato utilizzato. Lo stesso presupposto della costruzione della torre si basava sul fatto che palazzo Sirena non funzionava e che volevano rilanciarlo, ma hanno finito per affossarlo».

Tra i ventidue allegati consegnati anche lo studio di fattibilità per l'abbattimento con una analisi completa della ristrutturazione della piazza, la brochure, un volantino del 2012 a favore della demolizione, le pagine di un libro dell'azienda di soggiorno che era proprietaria dell’edificio, fotografie e alcune dichiarazioni autorevoli come quelle dell'ex sindaco Alessandro Bruno, del professor Umbertino Russo, dell'organizzatore del premio Russo e del titolare del Caffè Sirena. Il Comune ha inoltre già individuato l'impresa, una ditta di Gubbio, che nel caso si occuperà dei lavori di demolizione, ed è pronta ad aggiudicare l'appalto non appena ottenuto il via libera.

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