Luciani: regole complicate, chiuderò le spiagge libere

22 Maggio 2020

Il sindaco di Francavilla e i sindaci della costa dall’assessore regionale Campitelli Si punta al modello Emilia Romagna che richiede distanziamento e senso civico 

FRANCAVILLA. «Cancellate le pagine dell'ordinanza circa la gestione delle spiagge libere, sono inutilmente complicate. Dite ai tecnici di inserire una regola sul distanziamento sociale, dopodiché sarò io sindaco a vigilare». È deciso, il primo cittadino di Francavilla Antonio Luciani, durante il suo intervento in Regione su uno dei temi più caldi del momento.
La gestione delle spiagge libere, che a Francavilla occupano circa il 25 percento dei sette chilometri di costa, continua a far discutere, tanto che nel suo intervento Luciani mantiene la linea già annunciata nei giorni scorsi: «Se così non sarà mi vedrò costretto a chiuderle perché è impensabile che il nostro Comune, così come immagino gli altri, possa garantire la divisione degli spazi con un reticolato a terra, la prenotazione per fasce orarie, il servizio di salvataggio e tutte le altre prescrizione contenute nell'ordinanza regionale numero 62, che», dice rivolgendosi all'assessore Nicola Campitelli, «scarica su noi sindaci tutti gli oneri della gestione». Luciani di fatto guida un fronte comune fatto dai vari sindaci dei comuni marittimi che chiedono una revisione del dettato e allora torna a fare l'esempio: «Perché a piazza Sirena e a piazza Sant’Alfonso possono esserci centinaia se non migliaia di persone, a distanza di un metro l’una dall'altra, e nelle spiagge libere servono tutte le misure richieste dalla Regione? Stiamo creando un problema che non esiste. Alle condizioni attualmente previste non posso gestirle nemmeno se ricevo un contributo di 10 milioni di euro». Quindi prosegue: «Tra l'altro l'ordinanza è anche contraddittoria, in quanto mentre in una pagina le linee guide vengono descritte come obbligatorie in quella successiva viene utilizzato il termine “ove possibile”. Ma le cose sono due», obietta Luciani. «O una cosa è obbligatoria o diventa ove possibile».
Smaltito un confronto dai toni accesi ma, sembrerebbe, costruttivi, è proprio il sindaco di Francavilla ad annunciare che le parti hanno deciso di rivedere i passaggi dell'ordinanza che insistono sul problema, prendendo a modello quella della regione Emilia-Romagna. «Parliamo di una regione che ha esperienza da vendere nel campo e che ha stilato un documento il cui contenuto è stato condiviso da me ma anche dai miei colleghi. È stato chiesto al rappresentante dell’Anci di modificarla per adattarla al nostro territorio e grazie anche alla disponibilità dell’assessore Campitelli credo arriveremo al risultato voluto da tutti». Di fatto, l’ordinanza presa a modello riduce di gran lunga i limiti ipotizzati da quella abruzzese, eliminando ogni discorso relativo ai reticolati a terra, alle app e alla prenotazione definiti «cervellotici» da Luciani e limitandosi a garantire il mantenimento della distanza tra le persone grazie alla responsabilità e al senso civico di tutti, l'affissione di cartelli multilingua agli ingressi, che riportano i comportamenti da tenere e la pulizia e la sanificazione di attrezzature e spazi comuni. Infine, il controllo viene lasciato alla collaborazione tra gli organi preposti. Così facendo, anche durante l’estate ormai imminente l’uso delle spiagge libere francavillesi sarà consentito, sia per i cittadini ma anche per i tanti fruitori in arrivo dai centri limitrofi come accade ogni anno.
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