Lui la lascia e lei gli incendia la macchina

16 Novembre 2022

Le telecamere incastrano l’ex fidanzata mentre appicca il fuoco per vendetta. La confessione ai carabinieri davanti ai filmati

MONTESILVANO. Lui la lascia e lei, per vendetta, in piena notte, va sotto casa sua e gli brucia la macchina, una Fiat Punto. È successo il 16 ottobre scorso a Villa Raspa di Spoltore. Attraverso le immagini delle telecamere presenti nella zona in cui l’incendio è stato appiccato, i carabinieri sono riusciti ad identificare, in breve tempo, la responsabile, ex compagna e anche ex collega di lavoro della vittima. La donna, convocata in caserma, inizialmente ha provato a negare, a dire che lei non c’entrava nulla, ma poi quando le sono stati mostrati i filmati che la immortalavano di notte vicino alla vettura data alle fiamme, non ha potuto far altro che confessare. Ai carabinieri ha raccontato di averlo fatto perché non sopportava di non poter stare più con lui e, quindi, nella disperazione di essersi voluta vendicare in quel modo. Nei suoi confronti è scattata immediata la denuncia a piede libero per danneggiamento.
Tutto è iniziato un mese fa esatto quando al 112 è arrivata la segnalazione di una vettura a fuoco a Villa Raspa. Arrivati sul posto che era stato loro indicato, i carabinieri della Sezione radiomobile della compagnia di Pescara, diretti dal maggiore Monica Dallari, hanno trovato la vittima che, in attesa dei soccorsi, cercava di spegnere il rogo. L’hanno aiutato, riuscendo a domare in poco tempo le fiamme. Fortunatamente la vettura era parcheggiata in un luogo abbastanza isolato e senza altri mezzi nelle vicinanze, per cui non ci sono state conseguenze per nessuno e non si sono registrati altri danni. Una volta spento l’incendio, sono partiti gli accertamenti da parte dei militari dell’Arma della stazione di Spoltore, a cui la vittima ha presentato denuncia. Sin dai primi istanti, ha riferito di essersi immediatamente accorto che la sua auto stava andando a fuoco e di aver visto le fiamme svilupparsi dal retro della macchina. Dalle verifiche tecniche, in effetti, è emerso che erano divampate dai cavetti del motorino tergicristalli anteriore. Quindi, nessun corto circuito. È parso, dunque, chiaro che dietro il rogo doveva esserci la mano di qualcuno. Come prima cosa si è scavato nella vita personale e lavorativa dell’uomo per capire se avesse qualche nemico, poi sono state visionate le immagini delle telecamere del luogo in cui la Punto era stata lasciata. E a questo punto si è scoperto che ad appiccare il fuoco era stata una donna. Una che la vittima conosceva molto bene, essendo la sua ex compagna e anche la sua ex collega di lavoro. Sempre dalle telecamere, è venuto fuori che già qualche giorno prima aveva provato a incendiare l’auto dell'uomo, sistemando sopra il cofano un mucchietto di rametti e foglie secche, ma a causa della pioggia, non c’era riuscita.