Lupi e allevamenti: il modello Majella star al “SoZooAlp”

2 Ottobre 2019

CARAMANICO TERME. Il modello Majella solca i confini regionali e approda al 12° convegno nazionale di zootecnia alpina SoZooAlp (Società per lo studio e la valorizzazione dei sistemi zootecnici...

CARAMANICO TERME. Il modello Majella solca i confini regionali e approda al 12° convegno nazionale di zootecnia alpina SoZooAlp (Società per lo studio e la valorizzazione dei sistemi zootecnici alpini) che si è svolto nei giorni scorsi in Pian del Cansiglio, in provincia di Belluno.
Tra le malghe bellunesi e i prati e le foreste del Cansiglio, in un consesso di zootecnici e veterinari di grande esperienza e tra le Università italiane che promuovono innovazione e sostenibilità nel campo dell’allevamento di montagna, il Parco nazionale della Majella ha portato la propria esperienza e lo sviluppo di un modello ormai di interesse nazionale e internazionale: la convivenza con lupo e orso e, insieme, un percorso ormai consolidato di valorizzazione degli allevamenti del Parco.
Ha suscitato grande interesse tra gli esperti delle numerose Università presenti, tra le quali quella di Padova, Udine, Milano, o afferenti a fondazioni ed istituti di ricerca noti a livello europeo, l’intervento dei tecnici del Parco, che hanno tracciato e ripercorso un’esperienza, che ormai datata più di 15 anni, di assistenza e di valorizzazione della zootecnia estensiva, proprio all’interno di un Parco, come quello della Majella, contemporaneamente rinomato per le sue capacità di conservazione di specie come lupo e orso e tra i primi in Europa ad essere accreditato per la sua wilderness.
Il convegno in effetti entrava ambiziosamente proprio nei temi dei servizi eco sistemici quali opportunità di crescita per l’allevamento in montagna. Tema di grande interesse per gli allevatori delle montagne sia alpine che appenniniche: la SoZooAlp, in effetti, è da tempo impegnata nella valorizzazione di un settore che ha grandissima importanza per le economie dei territori montani, rappresenta un’eccellenza per le produzioni nazionali e, oggi in particolare, un’attività produttiva che non solo può essere sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anzi rappresenta uno dei principali strumenti per il mantenimento della biodiversità nell’agroecosistema, cioè in quegli ambienti seminaturali, definiti tali perché nei secoli plasmati dal lavoro dell’uomo, che pure racchiudono tesori inestimabili dal punto di vista del paesaggio, e dunque della bellezza, e della tutela della flora e della fauna.