Lupi: tre milioni per riprendere a dragare il porto

4 Ottobre 2014

Il ministro a Pescara: prima tranche dei soldi entro fine anno e due milioni per la caserma provinciale dei carabinieri

PESCARA. Un milione di euro entro la fine dell’anno per dragare il porto più altri 2 milioni disponibili tra marzo e aprile per continuare i lavori di scavo ed evitare il ripetersi di una nuova emergenza.

L’impegno è del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, invitato ieri pomeriggio a Pescara dal presidente della Provincia Guerino Testa e dai rappresentanti del Nuovo centrodestra per discutere degli effetti del decreto Sblocca Italia e del futuro di uno scalo che, al momento, è legato a doppio filo all’adozione del piano regolatore generale.

La notizia è stata comunicata da Lupi prima in un vertice con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il sindaco Marco Alessandrini, il presidente Testa, la senatrice Federica Chiavaroli e il prefetto Vincenzo D’Antuono. Al termine, in un incontro aperto in Provincia con una delegazione della marineria, gli operatori del porto, il nuovo comandante della Capitaneria, Enrico Moretti, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Piccinelli e il capitano Claudio Scarponi, sono stati snocciolati ulteriori dettagli del piano d’intervento che fa perno sulla prevenzione e sul rilancio infrastrutturale. Ad assistere al dibattito il deputato Filippo Piccone, il presidente della Camera di commercio Daniele Becci, alcuni nomi di spicco dell’Ncd abruzzese come i consiglieri comunali Massimo Pastore e Alfredo Cremonese. Con loro anche rappresentanti di destra e sinistra come Nazario Pagano, Nicoletta Verì, Marcello Antonelli, Antonio Blasioli e Antonio Di Marco.

I 3 milioni di euro che complessivamente saranno dirottati sul porto rappresentano una boccata d’ossigeno per marinai e lavoratori che da mesi denunciano un pericoloso assottigliamento dei fondali, al punto che la petroliera di proprietà del gruppo Di Properzio è stata costretta a ridurre il carico di idrocarburi trasportati. Lo spauracchio che tutti vogliono evitare è una nuova drammatica chiusura dello scalo, con tutte le conseguenze per dipendenti, pescatori e indotto.

«La manutenzione straordinaria va messa al primo posto», ha spiegato Lupi, «lo scorso anno se non avessimo agito con lungimiranza e dragato il porto, l’alluvione avrebbe avuto conseguenze peggiori. Non si tratta di strappare risorse allo Stato, ma utilizzare i fondi disponibili per lavori immediatamente eseguibili. Per questo è necessario che si proceda in tempi rapidissimi con l’adozione del prg portuale».

Il primo milione, ha assicurato il ministro dalle origini abruzzesi (i genitori sono di Fossacesia), sarà erogato entro il 31 dicembre, consentendo di iniziare subito a dragare il porto. L’altra parte dei fondi, 2 milioni di euro, sarà disponibile dalla primavera 2015, in modo da riuscire a programmare con serenità una nuova stagione di collegamenti estivi con l’altra sponda dell’Adriatico. «I lavori non saranno interrotti, ma garantiremo la continuità», ha aggiunto Lupi prima di parlare degli effetti dello Sblocca Italia. «Partiranno interventi immediatamente cantierabili, creando lavoro e fungendo da volano per il territorio. Nel decreto ci sono risorse anche per l’Abruzzo, ma le opere devono avere una data certa: parliamo di depuratori per risolvere l’emergenza idrica e fondi per la Val di Sangro. Inoltre c’è l’impegno del governo a destinare 2 milioni di euro per la caserma provinciale dei carabinieri».

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