Lutto cittadino per Aurora e Jeidi «Madre e figlia, sempre insieme»

De Martinis annulla la festa per la sua rielezione, resta chiusa la palestra frequentata dalla piccola L’allenatore di karate: «È venuta qui con la mamma fino a martedì, una bambina piena di grinta»
MONTESILVANO. «Vola libera piccola Aurora». Sta scritto sul cartello vicino al mazzo di fiori che da ieri campeggia sul binario 2 della stazione di Montesilvano. Aurora. Si chiamava così la bambina di Montesilvano, dieci anni ancora da compiere, che in questi giorni si stava preparando all’esame di karate per ottenere la cintura arancione. Aveva appena finito la scuola, pensava al mare, alle vacanze Aurora, figlia unica di un papà che giovedì pomeriggio l’ha salutata senza sapere che era per sempre.
Neanche Aurora lo sapeva mentre è uscita con la mamma Jeidi «per delle commissioni» e invece si è ritrovata alla stazione, ad aspettare un treno che le avrebbe rubato la vita.
Il giorno dopo, la tragedia di mamma e figlia travolte da un Frecciarossa, diventa la storia di un malessere, di un disagio sempre più pesante per il quale la 40enne cubana si stava facendo aiutare, ma che giovedì l’ha fatta precipitare nel buco nero della sua angoscia portandosi dietro l’amatissima figlia. Mano nella mano, come sempre. È questa la scena che hanno raccontato i testimoni presenti intorno alle 18,30 di giovedì, al binario 2, in attesa dei vari treni regionali. L’hanno riferito ai poliziotti della Polfer tra le lacrime, ancora sotto choc, perché quella donna, con la bambina accanto, non aveva dato alcun segnale della disperazione che si portava dentro e che poi ha fatto esplodere in quel gesto senza ritorno. E duro, sotto tutti i punti di vista, è stato il lavoro dei poliziotti della Polfer diretti dal dirigente Aldo Luciani e coordinati dal pm Paolo Pompa, per ricostruire una tragedia che ha lasciato la città sgomenta.
Chi erano, e dove abitavano Aurora e la mamma, i poliziotti sono riusciti a ricostruirlo nella tarda serata di giovedì. Abitavano a Montesilvano, dove la piccola è cresciuta e la mamma di origine cubana si è stabilita a fianco del marito montesilvanese. Le immagini delle telecamere della stazione non sono nitide, ma non lasciano dubbi. Da quanto ricostruito erano arrivate poco prima in auto, trovata chiusa con tutti gli effetti personali al suo interno. Nessun biglietto, nessuna spiegazione. Mamma e figlia scendono dall’auto, entrano nella stazione e salgono le scale. Al binario la donna chiede “quando arriva il treno?”. Poi tutto il resto. E quel mazzo di fiori lasciato il giorno dopo dai compagni della scuola di karate frequentata da Aurora fino a martedì. Lo racconta il suo allenatore Emanuele Nicolosi, del Karate sport center Montesilvano di via Verrotti: «Aurora veniva qui da due anni, una bambina solare, una bambina di nove anni. Le piaceva il karate, ci metteva tanta grinta e in questi giorni si stava preparando per l’esame del 30 giugno al Pala Senna, per ottenere la cintura arancione. La mamma l’accompagnava sempre, anche martedì era qui con lei. La portava a ripetizione, al potenziamento, sempre puntuale, anche con i pagamenti. Mai avrei pensato a un epilogo così. Ci ha lasciati tutti sconvolti. Sicuramente il 30 giugno, con la sua classe, faremo una commemorazione al Pala Senna. E fino a lunedì, in attesa di conoscere la data dei funerali, la palestra rimane chiusa per lutto».
Una vicinanza alla famiglia che arriva anche dall’amministrazione comunale, con il sindaco Ottavio De Martinis che ha immediatamente annullato la festa in programma ieri per la sua rielezione. «La triste e sconvolgente notizia dell'incidente alla stazione di Montesilvano ci hanno indotto ad annullare i festeggiamenti». E «in segno di profondo cordoglio» ha proclamato il lutto cittadino. I funerali, tra domani e lunedì.

