M5S detta le condizioni sul sindaco: dialogo con il Pd, non con Luciani

Il pentastellato Sarchese non esclude una possibile trattativa con il centrosinistra sulle candidature «Ma non ci sediamo al tavolo se c’è il primo cittadino, i Dem devono trovare un accordo tra di loro»
FRANCAVILLA. «Il dialogo con il Partito democratico è possibile solo se al tavolo non è presente il gruppo Luciani». Livio Sarchese, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Francavilla, torna a ribadire un concetto già espresso nei giorni scorsi, dopo il corteggiamento fatto dal Pd. È stato il segretario provinciale Gianni Cordisco a invitare i 5 stelle al tavolo di coalizione «per costruire un progetto alternativo alle destre», ha precisato.
Sarchese, però, è stato chiaro e non intende fare passi indietro: «Mai con Luciani». Il primo problema a un dialogo tra il gruppo di centrosinistra e il M5S nasce proprio dalla presenza del gruppo che fa riferimento all'attuale sindaco di Francavilla: «In questi anni l'atteggiamento di Luciani è sempre stato di chiusura nei confronti del Movimento e dei suoi progetti. In più di una circostanza siamo arrivati allo scontro, anche aspro. Di tutte le proposte fatte, quelle approvate si contano sulle dita di una mano: il regolamento sul referendum comunale, accolto solo dopo aver abbattuto Palazzo Sirena, oppure la cittadinanza onoraria al magistrato Nino Di Matteo, dove il sindaco non è nemmeno venuto in prima persona a consegnargliela, ma ha mandato il presidente del consiglio comunale Enrico Bruno. Per il resto una sfilza di no dettati solo dall'appartenenza politica e non dalla valutazione dei progetti per la cittadinanza».
Proprio per questo Sarchese aggiunge: «Con Cordisco ci ho parlato, dicendogli esattamente queste cose. Io penso che il Pd intanto debba trovare la sua quadra interna: decidere se proporre il nome di Buttari o quello di Rapino. Già questa scelta aiuterebbe a capire se vogliono o meno l'alleanza con Luciani». E ancora: «La loro indecisione crea confusione e favorisce il gioco del primo cittadino. Lui l'ha già sfruttata per sottrarre agli alleati alcune pedine e adesso rischia ancora una volta di dettare le regole del gioco». Il leader locale del M5S preferisce però non spingersi oltre: «Meglio fermarci qui. Diciamo che la loro scelta di stare o meno con il gruppo Luciani rappresenta la prima scriminante per l'orientamento mio e della mia squadra, che mi ha già manifestato la volontà di correre da sola senza andare a cercare alleanze». Nonostante questo Sarchese non chiude la porta, ma appare chiaro che solo in un secondo momento si potrebbero affrontare discorsi relativi alla figura del candidato sindaco, che non può prescindere dai progetti, ritenuti da Sarchese ben più importanti. La figura da mettere al timone invece andrebbe cercata al di fuori dei nomi fin qui emersi, con l’intento di mettere d'accordo tutte le forze in campo. Sul punto il leader pentastellato non si pronuncia, ma assicura: «Escludo le primarie. Esistono tanti modi per trovare una persona in grado di mettere tutti d'accordo. L'abbiamo visto a livello nazionale con l'ex premier Giuseppe Conte». Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un nuovo tavolo di coalizione: a questo punto sarà importante capire l'indirizzo del Pd. Solo in seguito si potrà valutare o meno un'alleanza con M5S.
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