M5S: «In via Lazio una casa per studenti»

11 Dicembre 2019

MONTESILVANO. Va bene ospitare l’università D’Annunzio all’interno della Stella Maris, ma il palazzone di via Lazio 61 non deve essere abbattuto, solo riqualificato. È questo il punto di vista del...

MONTESILVANO. Va bene ospitare l’università D’Annunzio all’interno della Stella Maris, ma il palazzone di via Lazio 61 non deve essere abbattuto, solo riqualificato. È questo il punto di vista del consigliere comunale Gabriele Straccini (M5S) che, a pochi giorni dal sopralluogo effettuato dal sindaco Ottavio De Martinis, dal presidente della Provincia Antonio Zaffiri e dal rettore dell’ateneo Sergio Caputi, per valutare la fattibilità di attivare alcuni corsi universitari nell’ex colonia di Montesilvano, interviene sul tema, anche in qualità di architetto. «Negli anni della scorsa consiliatura», ricorda, «ho fatto parte delle commissioni Urbanistica e Lavori pubblici, naturalmente da esponente di opposizione, dove più volte abbiamo affrontato questa tematica. La mia idea, che ho sempre esposto, in merito all’utilizzo dei due edifici, è quella della riqualificazione della Stella Maris. Edificio che per la sua forma è chiamato simpaticamente aeroplano, portandolo a diventare un polo culturale e didattico attraverso il trasferimento di alcuni dipartimenti dell’università D’Annunzio».
Ma se sulla destinazione d’uso della Stella Maris, Straccini appare d’accordo con il sindaco, non lo è altrettanto per il palazzone di via Lazio «anch’esso», sottolinea, «una struttura importante sotto l’aspetto architettonico e abitativo (ricorda l’unità di abitazione di Le Corbusier, con ballatoi, spazi comuni e luoghi di incontri e perfino una piscina) che andrebbe recuperato e che potrebbe diventare una casa per gli studenti, vista la tipologia dei piccoli appartamenti».
«Naturalmente». prosegue, «dopo averlo acquisito dai vari proprietari (progetti con fondi europei). La piscina, inoltre, potrebbe diventare un servizio per l’intero quartiere, come lo è già stato in passato, negli anni 70/80 era una piscina molto frequentata. Un intervento così fatto riqualificherebbe interamente la zona e darebbe lustro ai due edifici che non solo colloquierebbero tra di loro per il loro utilizzo, ma farebbero da volano per la rinascita di tutto l’intero quartiere. (a.l.)