Ma a Montecitorio piovono critiche «La realtà è un’altra»
Alla Camera l’audizione dei vertici dell’operatore di rete ed Enel Sotto accusa i dieci giorni con migliaia di abruzzesi lasciati al buio
ROMA. «Insomma, per voi va tutto bene. Ma se io adesso tornassi a riferire le vostre ragioni alla mia comunità rischierei l’incolumità fisica. Io c’ero. E so che i disagi veri, per la gente, sono stati molto peggiori di quelli che ci avete raccontato qui».
Tommaso Ginoble, deputato Pd, ha la faccia scura. Insieme a Gianluca Vacca, M5S, è l’unico abruzzese presente all’audizione dei vertici di Enel e Terna a Montecitorio. E anche lui è tutt’altro che contento di ciò che ha ascoltato in commissione. «Io sono meravigliato dalla vostra rappresentazione. Tutto ha funzionato, non c’è stata nessuna falla, nessun errore. I dieci giorni di black out che hanno lasciato centinaia di migliaia di persone senza luce e riscaldamento sono dovuti solo a un’eccezionale nevicata», ha scosso amareggiato la testa. No, il maltempo non basta come spiegazione: sui due responsabili dei colossi nazionali dell’energia sono piovute molte critiche.
Soprattutto sull’Enel: la «scarsa programmazione», «la ridotta conoscenza dei luoghi da parte delle squadre esterne», «le difficoltà di raggiungere luoghi isolati se non c’erano i mezzi della protezione civile ad aprire la strada», la «mancata manutenzione dei boschi», i generatori arrivati in ritardo «e spesso sprovvisti del carburante per funzionare». L’emergenza non è più eccezionale, è routine, ormai, per via dei cambiamenti climatici: «Il clima è diverso da prima e ci deve essere un rapporto diverso anche con le calamità, chi somministra energia non può non tenerne conto» protesta Ginoble. Bisogna rivedere i piani di intervento, mezzi, uomini, tempistica.
«Che criteri seguite, quali priorità?» chiede battagliero Davide Crippa, M5S. «Serve più manutenzione e prevenzione, ma anche cambiare i criteri di progettazione delle linee elettriche, ricorrendo all’interramento dove la morfologia del terreno ce lo consente». Pure il leghista Gianluca Pini è d’accordo, mentre Ginoble passa al setaccio gli investimenti di Terna: «Vedo un elenco di interventi e di opere che in Abruzzo dovrebbero già in esercizio. O il Teramano e l’Ascolano sono già serviti al massimo delle vostre possibilità, e si è visto come, o forse c’è qualche sforzo in più che avete il dovere di fare».
Ermete Realacci, Pd ala Legambiente, ricorda a tutti che «le comunità più deboli vanno protette, non è che si stacca la luce e amen, tanto poi si paga dazio», dando pochi spiccioli di rimborso o di indennizzo a chi è stato al freddo e al buio per giorni. E a proposito di indennizzi: «L’Enel ha promesso di rimborsare 15 euro ogni 4 ore di black out, che per 10 giorni fanno 900 euro» calcola Vacca. Ma avere quei soldi, o i risarcimenti promessi per i danni, già non si preannuncia facile. «Teoricamente c’è una modalità online per chiedere i rimborsi, oltre alle postazione che Enel ha aperto nei vari centri. Molte zone colpite sono però lontane da quei centri, e online non è possibile allegare fatture o ricevute. Come si fa ad avere il risarcimento?».
(l.cor.)

