Ma arrivano aiuti bis contro il caro benzina

11 Luglio 2022

Datori di lavoro e dipendenti: a chi spetta pagare o avere il bonus di 200 euro valido per tutto il 2022

L'AQUILA. Contro il caro-benzina, il Governo mette in campo nuove risorse sotto forma di bonus carburante, una misura riservata finora alle aziende private. Valido fino al 31 dicembre 2022, il bonus prevede che i datori di lavoro, con l’esclusione del comparto pubblico, possano cedere ai loro dipendenti buoni benzina o analoghi titoli per un valore massimo di 200 euro per ciascun lavoratore. Anche i dipendenti degli studi professionali potranno beneficiare.
Il pagamento può avvenire con differenti modalità: attraverso un accordo collettivo o un regolamento aziendale, in un'unica soluzione o in più tranche. La concessione, tuttavia, non è obbligatoria e ogni datore di lavoro è libero di decidere se erogarla o meno e fino a quale importo. Non ci sono infatti controindicazioni, da parte del Governo, rispetto alla scelta di erogare il bonus anche in via selettiva o con importi differenti rispetto ai vari dipendenti dello studio.
Ci sono, però, dei vantaggi su entrambi i fronti, quello del professionista titolare dello studio o dell’azienda e quello del lavoratore. Infatti, per il datore di lavoro il bonus rappresenta un costo netto a tutti gli effetti, che rientra nella voce dei costi da detrarre, mentre per il dipendente l’importo non concorre alla formazione del reddito e può sommarsi anche ad altre forme agevolative o di sostegno. Pertanto, oltre a essere un valido strumento per supportare i piani di welfare degli studi professionali e delle aziende in genere, il buono benzina non è gravato da ulteriori costi e non intacca la quota di 258,23 euro che rappresenta la soglia massima annuale di non imponibilità per i benefit.
Quanto al perimetro dei soggetti che possono godere del bonus, deve trattarsi esclusivamente di lavoratori dipendenti: restano fuori dall’alveo dell’intervento gli stagisti, i collaboratori e gli amministratori delle società.
Dal punto di vista operativo, il professionista dovrà farsi carico di acquistare i buoni da una compagnia petrolifera o titoli analoghi, per poi consegnarli ai dipendenti: la norma non prevede che venga corrisposto il valore monetario. Inoltre, l’erogazione deve avvenire entro il 31 dicembre 2022, poiché la misura è prevista soltanto per l’anno corrente. Anche se non si tratta di un obbligo, è opportuno che i buoni erogati vengano tracciati sul libro unico del lavoro riferito al mese di corresponsione, attraverso una specifica voce paga.
Sul cedolino l’importo equivalente al buono consegnato sarà riportato a titolo figurativo, poiché non ha alcuna incidenza sul netto percepito dal lavoratore, né sui profili fiscali e contributivi. Ma non è questo l'unico vantaggio riservato ai dipendenti degli studi che hanno diritto anche al bonus anti-inflazione da 200 euro in busta paga, riconosciuto con il Decreto Aiuti a tutti i lavoratori pubblici e privati, a determinate condizioni.
L'agevolazione è cominciata ad arrivare direttamente già da questo mese a partire dai pensionati. (m.p.)