Ma c’è chi ha saputo ribellarsi Come l’assessore silurato

1 Aprile 2016

TAGLIACOZZO. Un lavoro da un milione di euro, per la costruzione del nuovo cimitero. Una progettazione che secondo il sindaco Di Marco Testa andava assegnata all’architetto Carlo Tellone. Ma l’allora...

TAGLIACOZZO. Un lavoro da un milione di euro, per la costruzione del nuovo cimitero. Una progettazione che secondo il sindaco Di Marco Testa andava assegnata all’architetto Carlo Tellone. Ma l’allora assessore fresco di delega, Alfonso Gargano, si rifiutò. Il poliziotto originario della frazione di Villa San Sebastiano ha avuto un ruolo chiave nella vicenda. Visto che dalla sua denuncia ha preso vita l’indagine. «Ero assessore, appena nominato dopo le elezioni», ha raccontato al magistrato, «ho presentato in giunta lo stato dei lavori. Bisognava procedere alla costruzione della parte nuova del cimitero, dei loculi per la precisione, per un valore pari a circa un milione di euro. Nel mese di luglio-agosto 2011 Di Marco Testa mi ha avvicinato e mi ha detto che quella progettazione doveva essere data aTellone. Di fronte al mio netto rifiuto lui mi ha detto che non mi dovevo mettere contro di lui e, da quel momento, ha iniziato a farmi la guerra, arrivando a revocarmi l’incarico con atto non motivato». Non solo lavori al cimitero ma anche altre presunte “spartizioni” di appalti. Fino ad arrivare al nuovo piano regolatore, presentato qualche settimana fa in una conferenza stampa in Comune, che ha scatenato l’ira dell’opposizione. Stando all’inchiesta, non c’è solo Gargano ad avere tenuto la schiena dritta.

Emerge anche il nome dell’ingegnere Angelo Motta: era componente della commissione per il futuro Prg ma quando si è reso conto delle «anomalie e delle forzature» si è allontanato.

E poi i funzionari comunali, ascoltati in Procura, che hanno rifiutato di piegare la testa, più di una volta. Così Michela Iacomini, funzionaria comunale ha raccontato «circa le irregolarità nell’affidamento alla ditta Evol sound dell’incarico service audio e luci relativo al Festival internazionale di mezza estate, consistenti nell’affidamento costante nel corso degli anni sempre alla stessa ditta del medesimo incarico». E, ancora, Roberta Amiconi e Fabio Barogi. Anche le loro deposizioni sono risultate utili agli inquirenti.

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