Ma D’Alfonso chiede di più

Lettera a Curcio. Il presidente punta a sbloccare i rimborsi per i danni indiretti
PESCARA. E’ sui danni indiretti di maltempo e terremoto che si gioca la partita. Il governatore Luciano D’Alfonso ne è consapevole e si appresta a scrivere una lettera personale al capo del dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio affinché il conto dei danni subiti da imprese di ogni settore e grado siano contabilizzati nelle procedure di ricognizione.
Un’iniziativa che procede in parallelo allo schema di delibera che Fabrizio Curcio (vedere articolo a sinistra) propone allo stesso presidente della giunta regionale investendolo del ruolo di Commissario delegato per i danni fuori dal cratere sismico. Una integrazione, secondo D’Alfonso, necessaria affinché ci sia un ristoro anche dei danni indiretti a seguito degli eventi calamitosi.
In questo elenco rientrano ad esempio le disdette che gli alberghi di mezzo Abruzzo hanno ricevuto dopo l’ondata eccezionale di maltempo e la psicosi generata dalla paura di slavine e scosse di terremoto. Ci sono, ancora, i danni che hanno subito le aziende artigianali, agricole e produttive e contati in questi giorni dalle associazioni di categoria. Per il presidente della Regione e nuovo Commissario è necessario che nello schema di ordinanza proposto dal capo della Protezione civile sia introdotto anche un chiaro riferimento ai risarcimenti dei danni indiretti. Perché, è il ragionamento che D’Alfonso starebbe meditando di affidare alla missiva che intende inviare a Curcio, gli eventi calamitosi hanno interessato aree del territorio ad alta capacità economica. Dove ci sono imprese ed eccellenze, soprattutto nei settori dell’agro-alimentare e del biologico, oltre che del turismo estivo ed invernale.
Tutte imprese, insomma, che in mancanza di interventi di sostegno, rischiano di chiudere i battenti o di ritrovarsi costrette a trasferirsi altrove. Un epilogo che, per l’Abruzzo, aggiungerebbe il danno alla beffa. In altre parole, un altro duro colpo all’economia regionale. Per questo il governatore suggerisce che al Commissario delegato - cioè a se stesso - sia affidato anche il compito di provvedere alla stima dei danni indiretti nel corso della prevista ricognizione dei fabbisogni. Con l’obiettivo di determinare con certezza l’ammontare delle risorse necessarie. Una richiesta che, qualora venisse accolta, dovrebbe consentire a D’Alfonso di premere sull’acceleratore.
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