Ma dieci sono le ragazze salvate
Va avanti il progetto “Contro la tratta” avviato in città dai volontari di don Benzi
MONTESILVANO. La prostituzione in città si combatte non solo con misure repressive e punitive, ma anche e soprattutto con attività volte a togliere dalla strada le donne vittime della tratta. È quanto cercano di fare, non senza difficoltà, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, l’associazione promossa da don Benzi che ormai da quattro anni ha attivato nella città adriatica il progetto “Contro la Tratta”. Una convenzione, siglata con il Comune, che finora ha permesso di salvare 10 donne. Un numero molto alto se si considera la difficoltà incontrata dagli operatori nel convincere le vittime a ribellarsi ai loro aguzzini. Basti pensare che solo nel corso dei primi sei mesi dell’anno, i volontari hanno avuto ben 385 contatti con le prostitute, di cui 36 per la prima volta, nel corso delle 24 uscite effettuate, mentre sono stati 17 i colloqui telefonici. Le donne con cui l’associazione è entrata in contatto hanno un’età compresa tra i 18 e i 28 anni e di nazionalità prevalentemente nigeriana. A ognuna di loro è stato fornito il numero verde antitratta, reperibile 24 ore su 24.
Nello specifico, sono stati effettuati 17 colloqui telefonici e 9 incontri a bassa soglia, per dare informazioni generali sui metodi e le possibilità di abbandonare la prostituzione coatta. L’associazione ha promosso anche un’opera di sensibilizzazione per diffondere informazioni corrette sul fenomeno, e denunciare la riduzione in schiavitù. Spesso, infatti, si vede il fenomeno della prostituzione semplicemente come un mero problema di decoro cittadino, e non si pensa invece al dramma fisico e psichico vissuto da chi è arrivato in Italia con il sogno di un futuro migliore, per poi finire sulla strada. Nel corso del semestre, inoltre, sono stati promossi incontri di formazione e conoscenza con gruppi giovanili e parrocchiali e con il seminario diocesano, e molti dei ragazzi coinvolti hanno poi deciso di partecipare all’unità di strada che, settimanalmente, frequenta le zone in cui stazionano le prostitute, fornendo informazioni, conforto, una bevanda calda d'inverno o, più semplicemente, un apprezzato e spesso atteso momento di preghiera. «Abbiamo iniziato ormai quattro anni fa», ricorda il sindaco Francesco Maragno, «questo percorso di collaborazione con l’associazione di don Oreste Benzi, che opera in tutta Italia per salvare le ragazze dal racket della prostituzione. I volontari settimanalmente danno il loro conforto alle donne che vivono il dramma dello sfruttamento della prostituzione, prospettando loro un futuro diverso e soluzioni per uscire dallo sfruttamento sessuale, tramite l’inserimento in percorsi di protezione. Un lavoro molto delicato, che vede i volontari con costanza e pazienza cucire con queste ragazze un rapporto confidenziale che le porta a fidarsi di loro». Quanto alle dieci ragazze salvate dalla strada a Montesilvano, il primo cittadino parla di «risultato davvero sorprendente. Oggi», conclude Maragno, «l’azione costante settimanale ha messo in evidenza una presenza fissa di vittime della tratta, ormai sul territorio anche da 2 o 3 anni. L’azione preziosissima della Comunità è come sempre affiancata dall’attività di controllo posta in essere dalle forze dell’ordine e dagli operatori della polizia locale». (a.l.)
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