Ma fuori esplode la protesta dei caschetti

Sono i lavoratori delle piattaforme che perderanno il posto dopo il decreto che sospende le trivelle
ORTONA. Sono le vittime sacrificali della politica “no triv”. Tremila in Abruzzo che, con l’indotto, arrivano a 10mila posti di lavoro destinati a sparire dopo che nel decreto Semplificazioni è stata inserita la sospensione per 18 mesi delle estrazioni, su terra e in mare, degli idrocarburi. Indossando caschetti di plastica, una settantina di queste vittime, dipendenti di una dozzina di grandi aziende, hanno manifestato ieri mattina a Ortona, prima, durante e dopo l’arrivo del vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio (vedi le foto in alto).
Le urla «buffoni, buffoni», oppure «andate a lavorare» o ancora «a piedi, a piedi», fanno diventare Ortona il primo caso in Italia di protesta contro la politica del lavoro dei 5 Stelle. Tra i manifestanti, tutti abruzzesi, c’è un solo sindacalista, Carlo Petaccia della Cgil, che mostra una lettera inviata al premier Giuseppe Conte e al suo vice Di Maio. Ma quest’ultimo non si ferma ad ascoltare chi protesta.
Tira dritto verso l’ingresso del teatro Tosti dove, dal palco, risponde ai lavoratori delle piattaforme.
«Questa manifestazione dimostra che abbiamo fermato le trivellazioni petrolifere», dice. «Le trivelle mettono a rischio il nostro territorio e le bellezze naturali, le coste, ma sono soprattutto una questione nazionale. La maggior parte del nostro petrolio viene venduto in altri Paesi, solo il 7% resta in Italia, cosa veramente irrisoria. Lo dico a questi lavoratori: non vi fate strumentalizzare dalle lobby, dalle multinazionali del petrolio». Ma vaglielo a dire a tremila abruzzesi che resteranno disoccupati. (l.c.)
TRIBUNA ELETTORALE RAI. Oggi doppio appuntamento sulla Rai. Alle 18.15, su Rai Tre, va in onda la tribuna elettorale con Sara Marcozzi, candidata presidente dei 5 Stelle. Conduce Lucio Valentini, in studio giornalisti di varie testate. La replica su Radio 1 alle 23.05.

