Ma gli altri istituti presentano il conto: ci siamo anche noi

17 Settembre 2019

Partono appelli da Teramo e Chieti, da Pescara e dalla Marsica  Rappresentanti di studenti e dirigenti invocano più attenzione

L’AQUILA. Dalla ricostruzione alle borse di studio mancanti, dai trasporti inefficienti alla lotta ai disagi sociali: sono gli studenti, i docenti e i dirigenti scolastici a vivere tutti i giorni luci e ombre della vita scolastica, supportati dai comitati di protesta fuori dalla Mariele Ventre, dove si è svolta la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico con il Presidente Sergio Mattarella. Quattro giovani rappresentanti delle Consulte studentesche d’Abruzzo, hanno le idee chiare su cosa serva alla scuola per essere più fruibile ed efficiente. Il presidente della Consulta teramana, Jacopo Trivelli, ricorda che anche dall’altro lato del Gran Sasso il sisma si è fatto sentire: doppio cratere, norme che si accavallano, indici di vulnerabilità sismica non rispettati. Anche la sua scuola è fasciata dalle impalcature: «Non possiamo affacciarci alle finestre a causa delle impalcature».
Solleva il problema della scarsa partecipazione delle Istituzioni alla vita della scuola il coordinatore regionale delle Consulte d’Abruzzo, Christian De Lellis: «Occorrono investimenti concreti, rimboccarsi le maniche». Dalla Marsica la voce quasi accorata di Giulia Pietrosanti, delegata della Consulta dell’Aquila: «La Marsica è una terra depressa, piena di problematiche di tipo sociale, come la droga», spiega con lucidità, «mancano strutture di aggregazione e sportive, tecnologiche. Le risorse sono sbilanciate fuori dalla Marsica». David Theurillat, presidente della Consulta di Chieti, nota invece come «i continui cambi di Governo costringono i percorsi ogni volta avviati a interrompersi. A rimetterci, alla fine, è il welfare studentesco: trasporti, borse di studio, dotazioni per i disabili, formazione extrascolastica».
Stefania Petracci è la dirigente del Polo regionale per la Scuola d’ospedale e d’istruzione domiciliare di Pescara: «Grazie all’Usr regionale e provinciale da quest’anno avremo tre docenti in più, arrivando a 10, per le scuole, potranno lavorare in diversi reparti ospedalieri, oppure a domicilio, per gli studenti malati».
Tra i giovani impegnati c’è Filippo Panzini, rappresentante dell’Istituto Da Vinci-Colecchi dell’Aquila: «La ricostruzione prima di tutto», dice. Gli fa eco la dirigente del suo istituto, Elisabetta Di Stefano: «Ci dispiace, però, che l’inaugurazione dell’anno debba avvenire in un Musp. I sacrifici degli studenti sono tanti, occorre ricostruire in fretta». Da Roccaraso all’Aquila la dirigente dell’istituto De Panfilis, Cinzia D’Altorio: «Siamo qui per dire “Forza L’Aquila”».
In primissima fila ad ascoltare il presidente Mattarella, le studentesse del Liceo Delfico-Montauti di Teramo, Anna Di Francesco e Alessia Trentacarlini, si sentono «onorate». Un incoraggiamento la visita di Mattarella per la dirigente scolastica del Liceo Scientifico e artistico Bafile, Sabina Adacher, e per la dirigente dell’Istituto superiore d’Aosta dell’Aquila, Maria Chiara Marola, che ricordano l’inaugurazione, ad aprile, del monumento in memoria delle vittime del sisma. «Un segnale prima di tutto politico, quello della visita del Capo dello Stato che ha scelto la città martoriata dell’Aquila»: ne è convinto il dirigente della scuola Mazzini-Patini dell’Aquila: «La scuola», dice Marcello Masci, «è stata il punto di riferimento per la città nel post-sisma».
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