Ma gli studenti annunciano nuove proteste

17 Giugno 2017

La settimana corta non piace al «70,2 percento degli studenti e 347 genitori su 534 hanno dichiarato la loro contrarietà attraverso moduli firmati e protocollati a norma di legge». Gli studenti...

La settimana corta non piace al «70,2 percento degli studenti e 347 genitori su 534 hanno dichiarato la loro contrarietà attraverso moduli firmati e protocollati a norma di legge». Gli studenti quindi si riservano di «consultarci e organizzarci con genitori e docenti contrari per riportare la democrazia nella nostra scuola». Se da una parte l'istituzione scolastica si affanna a spiegare l'importanza di una riforma che farà bene al futuro scolastico e professionale degli studenti, dall'altra i soggetti interessati si oppongono a quella che definiscono «un forte colpo alla democrazia del liceo classico al quale abbiamo assistito con i nostri occhi». E si dicono «sconcertati e allibiti per quanto avvenuto. Una sorda rappresentanza di genitori ha proseguito fermamente a testa bassa, senza prendere affatto in considerazione le rimostranze delle persone da loro rappresentate nella proposta di settimana corta». Si affidano alla forza dei numeri, gli studenti: «Altro che un centinaio di contrari, i sondaggi effettuati hanno evidenziato le cifre di cui sopra. Per i sondaggi erano stati esclusi genitori e studenti delle terze classi liceo e del liceo classico europeo non essendo soggetti alla settimana corta».
Gli studenti dell'europeo non sono interessati alla riforma («Non ce la siamo sentiti», sottolinea il dirigente scolastico) perché arrivano già a 38 ore settimanali di lezione contro le 27 degli altri corsi. Secondo gli studenti, che chiedono l'anonimato come le famiglie, soltanto «una lievissima maggioranza di professori si è dichiarata a favore della settimana corta, tramite un voto del collegio docenti». (c.co.)