Ma i commercianti si lamentano: dove sono bus e clienti?

2 Dicembre 2014

PESCARA. «Lo scriva pure: il corso lo hanno aperto, ma i commercianti sono in attesa dei clienti». Sisto Di Marco, titolare della pelletteria Dimar, commenta così, tra il sarcastico e il risentito,...

PESCARA. «Lo scriva pure: il corso lo hanno aperto, ma i commercianti sono in attesa dei clienti». Sisto Di Marco, titolare della pelletteria Dimar, commenta così, tra il sarcastico e il risentito, la nuova viabilità. «Qui non ci sono i soldi», aggiunge, «la crisi del commercio non si risolve facendo passare le macchine, ma al massimo potenziando i mezzi pubblici che finora non ho visto. Stanno chiudendo tutti i negozi, tra un po’ resterò solo e ci verrete a trovare solo voi giornalisti». Sisto non è l’unico a lagnarsi dell’assegna degli autobus, che in base a quanto riferito dalla Gtm, l’azienda che gestisce i trasporti dell’area metropolitana, cominceranno a passare da giovedì.

Lo stesso disagio è avvertito da due pensionati, Riccardo Aumiller e Vincenzo Cortellini, fermi ieri mattina davanti al Circolo degli amici. «Non è la strada che fa cambiare il commercio», è l’idea di Gabriella Tatone, titolare della gioielleria Montalbano, «forse la pedonalizzazione sarebbe stata più conveniente. Ormai ho deciso: a causa dei costi troppo alti, da metà mese mi trasferisco da un’altra parte, nella piazza del teatro Circus, in un locale più piccolo. Mi sposto, ma non mollo».

Patrizio Fraioli e Alessandra Nissi, proprietari di un negozio di sali e tabacchi, raccontano che la maggior parte dei clienti, soprattutto anziani, si lamenta per la scarsità dei collegamenti pubblici.

«Eravamo tutti contenti, ma poi ci siamo accorti che non ci sono autobus. E’ questa incertezza su cosa succederà domani e questa mancanza di ogni comunicazione che ci penalizza. Non sappiamo ancora se dobbiamo rinnovare l’abbonamento mensile per il parcheggio nell’area di risulta. Ogni mese ci costa 70 euro per due macchine, che moltiplicato per 11 mesi, il tempo in cui il corso è rimasto chiuso, fa 770 euro totali. E questo nonostante la disponibilità di un’area di sosta privata adiacente al negozio, dove però non potevamo entrare a causa delle transenne».

Soddisfatto della disposizione è il titolare di Capecchi casa, Nino Bettini, tra i più accesi sostenitori della riapertura di corso Vittorio al traffico.

«La legalità ha vinto sull’arroganza di chi c’era prima», dice, «questo è il corso principale non solo di Pescara, ma di tutto l’Abruzzo». (y.g.)

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