Ma i ricoveri aumentano: in 70 in terapia intensiva

19 Febbraio 2021

Il tasso di occupazione dei posti letto schizza al 37% oltre la soglia d’allarme del 30 I nuovi positivi sono 482, Pescara la città più colpita. E ci sono altri undici morti

PESCARA. L’emergenza coronavirus non dà tregua all’Abruzzo. Gli ultimi numeri sono ancora una volta pesantissimi. Aumentano rapidamente i ricoveri e preoccupa, in particolare, il dato sulle terapie intensive, che crescono in modo repentino e raggiungono i valori della prima settimana di dicembre, quando la regione era nel pieno della seconda ondata. Il tasso di occupazione dei posti letto di rianimazione schizza al 37%, a fronte di una soglia di allarme del 30%.
La variante inglese circola sempre più rapidamente, con percentuali che crescono giorno dopo giorno, e sta martoriando le province di Pescara e Chieti, che fanno di registrare ancora un numero altissimo di nuovi casi. E ci sono altri undici morti.
ANCORA VITTIME. Il bilancio delle vittime sale a quota 1.599. Gli undici decessi segnalati nell’ultimo bollettino ufficiale, tre dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl competenti, riguardano persone di età compresa tra 64 e 96 anni: quattro in provincia di Chieti, una in provincia dell’Aquila, quattro in provincia di Teramo e due in provincia di Pescara.
Le otto vittime più recenti sono un 64enne di Giulianova, una 67enne di Pescara, due 77enni, uno di Collecorvino e l’altro di Celano, una 81enne di Atessa, una 89enne di Lanciano, un 85enne di Ortona e una 96enne di Ortona.
NUOVI CASI. I nuovi casi sono 482. Sono emersi dall’analisi di 4.758 tamponi molecolari: è risultato positivo il 10,13% dei campioni. Eseguiti anche 5.136 test antigenici. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di sei mesi e il più anziano una donna di 97 anni, entrambe del Teramano. Quelli con meno di 19 anni sono 103: otto in provincia dell’Aquila, 46 in provincia di Pescara, 41 in provincia di Chieti e otto in provincia di Teramo.
AUMENTANO I RICOVERI. Sale il numero degli attualmente positivi al virus: nelle ultime ore sono 101 in più, per un totale di 12.308 persone. Aumentano, di conseguenza, i ricoveri, che passano dai 614 di mercoledì ai 622 di giovedì. Una settimana fa erano 555 e due settimane fa 499. Ad allarmare è soprattutto il dato sulle terapie intensive, che arrivano a quota 70: sette in più nelle ultime ore, al netto di decessi, dimissioni e dieci nuovi ricoveri. Il tasso di occupazione dei posti letto, nel giro di quattro giorni, passa dal 27 al 37%, a fronte di una soglia di allarme pari a 30. Si tratta di uno dei parametri considerati per la collocazione dei territori nelle diverse fasce di colore. In area medica, invece, ci sono 552 pazienti (+1). In questo caso il tasso di occupazione è pari al 37% (livello di allerta 40%). Gli altri 11.686 positivi (+93) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 35.803 (+369).
LE LOCALITÀ. La località con più nuovi casi è ancora Pescara (79), seguita da Chieti (47). Poi ci sono Montesilvano (29), Lanciano (23) - il capoluogo frentano negli ultimi due giorni registra una crescita repentina - San Giovanni Teatino (20), Francavilla al Mare (14), Teramo (12), Cepagatti (10) e Giulianova (10). A livello provinciale, in testa ci sono ancora il Pescarese e il Chietino, entrambi con un incremento di 192 unità. Numeri più bassi nel Teramano (77) e nell’Aquilano (47).
A CACCIA DI VARIANTI. La zona più colpita continua ad essere l’area metropolitana, interessata da una circolazione diffusa della variante inglese, considerata il 70% più infettiva. Questo spiega la crescita repentina che ormai da alcune settimane si registra tra il Pescarese e il Chietino.
Secondo le previsioni degli esperti, nel giro di poco la variante potrebbe essere responsabile della totalità dei casi che emergeranno. Le attività di sequenziamento del virus, in ogni caso, vanno avanti senza sosta. Due i laboratori individuati dalla Regione Abruzzo: quello di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell’università di Chieti e lìIstituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo. Se al momento l’inglese è predominante, al punto che Pescara è una delle aree con le percentuali più alte d’Italia, le due strutture lavorano per individuare l’eventuale presenza anche di altre varianti, a partire dalla brasiliana e dalla sudafricana, che sono quelle che preoccupano di più.
L’APPELLO. «Percepiamo quotidianamente quanto la variante inglese sia più contagiosa», afferma il direttore del laboratorio teatino, Liborio Stuppia, che rilancia l’appello al rispetto delle regole: «Le misure restano le stesse, ma vanno applicate in modo rigoroso. Ricordo a tutti che le mascherine vanno cambiate, che non bisogna guardare l’estetica ma solo se ci proteggono e che vanno indossate sul naso. In questo momento la prudenza è più importante che mai».