Ma i ricoveri non frenano

Oltre cento pazienti in più nei reparti ordinari. Si scommette forte sugli antivirali
PESCARA. Cento ricoveri in più nei reparti ordinari in una settimana. È una vera e propria impennata, che ha portato all’Abruzzo il tasso di occupazione dei posti letto in area medica più alto in Italia: ieri al 39%, tre punti sopra a Liguria e Sicilia e 12 sopra alla media nazionale. Ma è anche un dato in controtendenza rispetto al rapido calo dei contagi e pure rispetto alla discesa imboccata dall’occupazione delle terapie intensive e dal numero delle vittime. Non a caso, quindi, l’Abruzzo sta puntando forte sui farmaci antivirali per frenare le complicanze del virus: il loro utilizzo è raddoppiato.
RICOVERI ORDINARI
SEMPRE PIÙ PIENI
La crescita dei ricoveri nei reparti ordinari è ripida e causata dall’effetto Omicron. La nuova variante ha infatti contagiato almeno il 9% degli abruzzesi a gennaio: un numero talmente grande che, nonostante la minore aggressività, oggi produce comunque il suo effetto sulla pressione ospedaliera. Così, dopo una fase di stabilità (il 19 gennaio i pazienti in area medica erano 411 mentre il 26 erano 408), la nuova rapida ascesa: il 2 febbraio i pazienti erano 434, ieri 535.
È iniziato IL CALO DI MORTI
E TERAPIE INTENSIVE
È invece la minore letalità della Omicron, insieme alla scomparsa della più aggressiva Delta e all’effetto benefico della vaccinazione, che il numero dei pazienti in terapia intensiva e quello dei decessi hanno già imboccato la discesa. I pazienti in rianimazione sono passati dai 41 del 26 gennaio ai 35 del 2 febbraio fino ai 28 di ieri. Negli ultimi sette giorni inoltre ci sono state 10 vittime in meno della settimana precedente, 23 in meno di due settimane fa.
SI PUNTA FORTE
SUGLI ANTIVIRALI
Nell’ultima settimana sono raddoppiati in Abruzzo i trattamenti antivirali a base di Molnupiravir, cioè la nuova pillola dell’azienda Merck, utilizzata da poco più di un mese sui pazienti positivi e più a rischio ma non ancora ospedalizzati, proprio nel tentativo di evitare complicanze e quindi il ricovero. Negli ultimi sette giorni le prescrizioni sono state 57, a fronte delle 60 complessive delle quattro settimane precedenti. A effettuare più trattamenti è stata la Asl di Chieti: ben 63. Poi quella di Pescara (29) e quella dell’Aquila (23). Solo due trattamenti, invece, per la Asl di Teramo.
«Un segnale incoraggiante per il trattamento precoce di pazienti a forte rischio di progressione severa della malattia», commenta l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, «che ci ha permesso, e in futuro ci permetterà ancora di più, di evitare il ricorso al ricovero ospedaliero, contribuendo così a decongestionare i nostri presidi, ancora purtroppo sotto pressione per l’impatto della pandemia».
Da due giorni, inoltre, è iniziata la somministrazione anche del Paxlovid della Pfizer, che contribuirà ad aumentare la platea dei pazienti che potranno essere trattati con gli antivirali. (l.t.)

