Ma il Covid causa altri undici morti

18 Gennaio 2022

Il Teramano paga il prezzo più alto con 6 vittime in 48 ore. I lutti abbassano i ricoveri, slitta il cambio di fascia

PESCARA. Mai così tante vittime in un giorno durante la quarta ondata della pandemia. Sono 11 quelle che ieri sono state aggiunte al tragico bilancio dei decessi in Abruzzo, che supera quota 2.700 dall’inizio dell’emergenza sanitaria (precisamente 2.710). Così tanti morti, hanno prodotto l’effetto di ridurre leggermente la pressione nelle terapie intensive, facendo slittare di qualche ora o giorno il raggiungimento in Abruzzo di tutti i parametri da zona arancione. Cresce, ad ogni modo, il numero dei ricoverati in area medica. Questo, nel giorno in cui il numero dei nuovi positivi torna a scendere sotto la quota psicologica dei duemila, fermandosi a 1.527, a conferma del rallentamento della curva epidemica dopo l’impennata vertiginosa dovuta alla diffusione della contagiosissima variante Omicron.
LE VITTIME
Il bollettino regionale di ieri riporta altre sei vittime delle complicanze del Covid. Si tratta di un 64enne dell’Aquila, di una 65enne di Francavilla, di un 72enne di Mosciano, di una 91enne di Chieti e di un’altra persona residente fuori regione. Ma, seppur non segnalati nel bollettino, ieri nel Teramano ci sono stati altri cinque decessi: una 66enne di Cellino Attanasio, un 78enne di Mosciano e una 91enne e una 83enne di Teramo, oltre a un residente a Benevento.
RICOVERI E CAMBIO DI COLORE
Il numero di pazienti in terapia intensiva in 24 ore è sceso di tre unità, arrivando a 35. Il tasso di occupazione delle rianimazioni scende quindi al 19%: ora manca un paziente per tornare sopra al limite da zona arancione del 20%.Il numero dei pazienti in area medica ha invece superato la soglia (in questo caso fissata al 30%) proprio ieri, con i 12 nuovi ricoverati. Ora sono 398, pari proprio al 30%. Il terzo parametro, quello sull’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti, scende a 1.936 ma resta comunque sopra al limite di 150. Il superamento di tutte e tre le soglie sembra quindi inevitabile per l’Abruzzo, per cui venerdì il ministro della Salute Roberto Speranza potrebbe firmare l’ordinanza per il passaggio in zona arancione già da lunedì 24 gennaio. Questo, a meno dell’abolizione del sistema dei colori che è proprio in questi giorni in fase di valutazione dal Governo su richiesta delle Regioni.
I CONTAGI
La curva dei contagi, intanto, continua a rallentare: così, grazie anche ai 723 nuovi guariti, il numero degli attualmente positivi si ferma poco sotto quota 70mila per il secondo giorno consecutivo. I nuovi positivi di ieri, che si riferiscono a tamponi eseguiti domenica, sono stati infatti 1.527. Lunedì 10 gennaio erano 2.371.
Pochi i tamponi eseguiti: 3.300 quelli molecolari e 12.307 quelli antigenici rapidi. Il tasso di positività dei test è comunque sceso al 9,78%. La più giovane dei nuovi positivi è una bambina di due mesi, il più anziano un 96enne, entrambi del Pescarese.
Del totale dei 1.527 nuovi positivi, un terzo sono del Chietino (502). Sono invece 365 quelli del Pescarese, 342 del Teramano e 276 dell’Aquilano. La città con più casi è ancora Pescara (135), seguita da Vasto (78) e Montesilvano (72). Poi Lanciano (71), L’Aquila (62), Teramo (48), Chieti (43), Giulianova (39), Avezzano (38), Francavilla (29), San Salvo (27), Città Sant’Angelo e Spoltore (26), Alba Adriatica e Bellante (20), Roseto (19), Martinsicuro e Pescasseroli (18), Mosciano e San Giovanni Teatino (17), Silvi (16), Loreto Aprutino e Tortoreto (15). (l.t.)