Ma il G7 mette in crisi bar e negozi: «Vogliamo il ristoro dei danni»

26 Ottobre 2024

Commercianti bloccati tra i divieti, Confesercenti: «Come il lockdown» La proposta di Confartigianato: «Adesso ci aspettiamo tagli sulle tasse»

PESCARA. In una città blindata per il G7 e dai lunghi cortei di sirene blu, anche bar e negozi della città sono rimasti chiusi. Tra di loro c’è anche chi lo ha paragonato al «lockdown del commercio». Non era di certo questo lo scenario che avrebbero voluto i commercianti che per il grande evento si erano preparati ad accogliere anche i turisti da ogni parte del mondo. Molte vetrine sono state addobbate a tema G7 con le bandiere delle 30 delegazioni dei paesi in via di sviluppo, e poi locandine di benvenuto scritte in tutte le lingue affisse sulle porte d’ingresso di bar e negozi. Dopo tre giorni in cui i commercianti hanno “sopportato” i disagi della viabilità per la sicurezza dell’evento, ora c’è da chiedere il riscatto. «C’è stato un crollo dei consumi e totale assenza dei clienti», racconta Fabrizio Vianale, direttore generale di Confartigianato Pescara, «il Comune dovrebbe provvedere a ristori o anche alla riduzione delle tasse comunali».
In questi ultimi giorni, infatti, i negozi non sono stati esenti dalle spese fisse; anche il personale in servizio ha faticato ad arrivare sul posto di lavoro per via dei divieti. «C’è stata sicuramente una comunicazione troppo aggressiva delle zone rosse», continua Vianale, «i cittadini sono stati scoraggiati e forse neppure hanno provato ad avvicinarsi ai negozi».
Ma all’unisono i commercianti sono stati ben contenti di aver ospitato in città un evento di tale portata. «Ben vengano gli eventi come questo», prosegue il rappresentante di Confartigianato, «ma una città si fa grande soprattutto quando tende le mano alle attività, fa investimenti che possano essere proficui per il tessuto economico della città». Tra le proposte dei commercianti c’è quindi una riduzione delle tasse, come rifiuti e suolo pubblico.
Proposta che trova l’appoggio anche di Vincenzina De Sanctis di Confcommercio: «Non ci tiriamo indietro, ma un ristoro non risolverà pienamente i nostri problemi. Così come l’amministrazione ha comunicato una Pescara blindata per il G7, ci auguriamo che comunichi anche la riapertura della città». Con piazza Sacro Cuore inaugurata da meno di una settimana «una festa per celebrare il nuovo corso sarebbe stata una buona idea per sopperire ai disagi di questi giorni di perdita», prosegue De Sanctis.
Giù di tono anche Gianni Taucci, direttore provinciale di Confesercenti: «Ci saremmo aspettati un’attenzione diversa nei nostri confronti», lamenta, «pensavamo fosse un’opportunità per noi. Invece si è trasformato in un ritorno del lockdown». Diverse attività, infatti, stando ai racconti dei commercianti, in questi ultimi giorni hanno ridotto i loro orari o chiuso serranda non vedendo entrare neppure un cliente. «Ci sono attività che devono essere rifornite di prodotti freschi e hanno avuto delle perdite, neppure i furgoni per i rifornimenti potevano passare nelle zone rosse».
Per Luciano Di Lorito della Cna, il G7 «è stato sicuramente un evento irripetibile per la città», dice, «ma si deve guardare oltre. Il problema del commercio non sono stati questi tre giorni, ma tutto il resto dell’anno perché è un settore in crisi, non va bene aspettare i saldi solo in quel periodo dell’anno o gli acquisti per il Natale. Vanno messe in piedi delle misure per il rilancio del commercio. E la politica non si deve tirare indietro, deve dare soluzioni. Torneremo a insistere che uno strumento davvero utile sono i distretti urbani del commercio. Misura che già c’è in altre regioni d’Italia».
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