Ma il Pd attacca: Abruzzo maglia nera per infortuni
Il capogruppo Paolucci: da gennaio già 1.900 incidenti sul lavoro e quattro morti E all’emergenza sicurezza si aggiungono la mobilità passiva e le crisi industriali
PESCARA. Ma i dati sul lavoro in Abruzzo sciorinati ieri mattina dal governatore, Marco Marsilio, innescano la reazione dell’opposizione di centrosinistra.
«Celebriamo una ricorrenza che ci vede ancora una volta con la maglia nera degli infortuni sul lavoro, con un aumento pesante del numero di vittime a Teramo e nella provincia di Chieti, le province più colpite dal fenomeno», incalza Silvio Paolucci, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, «nei primi tre mesi del 2024 sono stati 1.900 gli incidenti e quattro le vittime», rimarca il consigliere dem.
«Altra maglia nera», aggiunge, «riguarda la mobilità passiva nella sanità, con sempre più persone, ormai il 9,2% (oltre due punti sopra la media nazionale), che rinunciano a curarsi perché non hanno la possibilità economica di farlo, né i tempi adeguati a causa delle lunghe liste di attesa per prestazioni anche urgenti, come confermano i dati della fondazione Gimbe che collocano l’Abruzzo come la quarta regione d’Italia per rinuncia alle cure». E dalla sanità, Paolucci, passa alle industrie.
«Manca», attacca, «una politica industriale regionale che assuma un’iniziativa efficace nel settore, a partire dal comparto dell'automotive, nonostante un’attualità segnata da crisi e rischi pesanti, come la cassa integrazione alla Denso, le situazioni della Dayco, la Baomarc e la Pilkinton o le scelte di Stellantis. Occorre una strategia di intervento da parte della Regione che ad oggi non vediamo e questo nonostante la richiesta di istituire un tavolo aperto ai territori e alle parti sociali che, come opposizione insieme ai sindacati, abbiamo ripetutamente invocato durante i primi cinque anni di Marsilio. Continua invece l’inerzia del centrodestra, non solo per le iniziative, ma anche per gli intenti: non si può procedere a spot quando si hanno cinque anni di governo le spalle».
Il capogruppo Pd tira le somme: «I temi caldi hanno bisogno di attenzione e strategie per poter essere affrontati e, nel migliore dei casi, risolti. Invece ci troviamo di fronte a una nuova politica degli annunci, mentre l’Abruzzo è zona rossa per gli infortuni sul lavoro e migliaia di lavoratori oppure perdono il posto, o rischiano di restarne senza a breve; mentre le promesse fatte a poche ore dal voto di marzo, per catturare il consenso anche di un altro comparto primario, l’agricoltura, piegato dai danni e dai mancati ristori, tornano ad essere sogni nel cassetto di una comunità che invece ha bisogno di interventi».
«Gli abruzzesi», chiude Paolucci, «chiedono alla politica di prendersi carico di tutti questi diritti che restano inapplicati non solo il primo maggio ma anche in tutti gli altri giorni dell’anno». (l.c.)
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