Ma il quartiere teme di restare senza scuole

19 Novembre 2020

I lavori alla Michetti mettono a rischio il ritorno in aula. Il vice sindaco: otterremo i fondi prima possibile

PESCARA. «La scelta della scuola Michetti come nuova sede del dormitorio per i senzatetto non è la soluzione più indicata. E lo dimostra la preoccupazione della dirigenza scolastica dell'Istituto comprensivo Pescara 4, dei docenti e dei rappresentanti dei genitori», che ieri mattina sono stati ascoltati dai consiglieri comunali della commissione Controllo e Garanzia, presieduta da Piero Giampietro, alla presenza del vice sindaco Gianni Santilli.
E' proprio Giampietro a far emergere i timori espressi ieri, derivanti dal fatto che la creazione di un dormitorio nei locali della Michetti «rischia di compromettere definitivamente il futuro delle scuole nel quartiere di via del Circuito», ma Santilli non la pensa così e risponde con una novità che gli è stata comunicata nel pomeriggio. In due anni sono state perse tre scuole, in questa zona, dice la dirigente Daniela Morgione. «Il plesso di via Monte Siella, che ospitava elementare e scuola dell’infanzia, è stato dichiarato inagibile e le classi sono state accorpate nella media Michetti di via del Circuito. Ma questo immobile è stato dichiarato parzialmente inagibile e, in attesa dei lavori finanziati dal ministero, i tre cicli sono stati trasferiti a Villa Fabio, una sede provvisoria e inadeguata per le nostre esigenze. Ora, mentre aspettiamo lo sblocco dei fondi e attendiamo di conoscere il futuro del plesso di via Monte Siella, il rischio di ritardare ulteriormente l’avvio dei lavori della Michetti fino a primavera inoltrata rischia di compromettere definitivamente l’esistenza di una scuola nel quartiere», visto che all'inizio dell'anno «i genitori scelgono dove iscrivere i propri figli per cui c'è il rischio che questa volta vadano altrove». «Se l'immobile di via del Circuito è inagibile per i nostri figli come può andare bene per altre destinazioni?», si è chiesto Gianluca Di Quinzio, un genitore, mentre Melania Fusi, mamma di due alunni del comprensivo, si è detta «scoraggiata» dall'incertezza.
Antonio Granatieri, memoria storica dei docenti della Michetti, teme che «la scuola non riaprirà, se entro i primi mesi dell’anno non avremo certezze». Dalla consigliera comunale Stefania Catalano è arrivata la richiesta di «un ripensamento» sul dormitorio, «portando comunque avanti il Piano freddo», ma facendo «una cernita dei locali disponibili fra quelli attualmente chiusi», senza «compromettere la sopravvivenza della scuola».
Il vice sindaco Santilli ribatte che «due giorni fa la giunta regionale ha approvato una delibera per il finanziamento della Michetti, che ora sarà inviata a Roma per cercare di ottenere il prima possibile i fondi (un milione e 300mila euro), nell'ambito dell’annualità 2019. Sono molto fiducioso sull'accreditamento di quelle somme prima di Natale. Noi procederemo immediatamente all'appalto, visto che il progetto definitivo-esecutivo c'è già. Se si parte a marzo, si spera di riaprire la scuola per il prossimo anno scolastico, e dico spero perché sono preoccupato per l'epidemia. Ho già chiesto ai rappresentanti locali di Pd e al M5s di darci una mano, a Roma, visto che sono loro a governare a livello nazionale, per accelerare l'erogazione dei fondi». (f.bu.)
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