Ma il termine può passare al 2027
La Regione pronta ad approvare una modifica alla legge di 4 anni fa
PESCARA. Potrebbe slittare anche al 2027 l’istituzione della Nuova Pescara. La maggioranza di centrodestra in consiglio regionale ormai da mesi ha pronta nel cassetto una proposta di modifica alla legge regionale approvata nel 2018 che stabilisce l’istituzione della nuova città entro il 1° gennaio 2023 o al massimo il 1° gennaio 2024. La bozza della proposta di riforma punta a cambiare le date, spostando la dead line del processo di fusione al 1° aprile 2027, ma solo se prima i tre consigli comunali riusciranno a portare a casa dei risultati concreti. Per ottenere 5 anni in più, entro il 30 novembre 2023, devono essere attivate forme di collaborazione, cooperazione e di esercizio associato delle funzioni comunali per il 50% dei settori di intervento che rimangono invariati rispetto all’attuale legge (vale a dire pianificazione territoriale e urbanistica; grandi infrastrutture; ciclo dei rifiuti; ciclo idrico; trasporto pubblico locale; approvvigionamento energetico; promozione turistica; ambiente; politiche sociali; e servizi scolastici). Devono essere accorpate almeno il 50% di attività tra l’organizzazione del personale e degli uffici, la creazione di una centrale unica di committenza, l’unificazione di reti e sistemi informatici, l’integrazione di servizi demografici, di riscossione tributi, polizia locale e l’armonizzazione dei bilanci. Entro la stessa data deve essere pronto pure lo statuto provvisorio.
In caso di inadempienza di una di queste condizioni, il nuovo Comune verrebbe istituito entro il 1° aprile 2024, ma con nomina da parte del presidente della giunta regionale in accordo con il presidente del consiglio regionale, di un commissario ad acta. (m.pa.)

