Ma in Abruzzo il vero turismo non decolla. Ecco tutti i numeri

14 Luglio 2019

L'AQUILA. Il turismo in Abruzzo stenta a decollare. A fare la fotografia della regione cuore verde d’Europa, che ancora non riesce a vendere con efficacia le sue bellezze ai turisti italiani e...

L'AQUILA. Il turismo in Abruzzo stenta a decollare. A fare la fotografia della regione cuore verde d’Europa, che ancora non riesce a vendere con efficacia le sue bellezze ai turisti italiani e soprattutto stranieri, è Confartigianato imprese. Soltanto 6 milioni le presenze turistiche in Abruzzo nel corso del 2018, con un’incidenza sul valore complessivo nazionale pari all’1,5%. Ampio il distacco rispetto alle prime tre regioni italiane, le big per gli analisti, che superano i 40 milioni di presenze: in testa c’è il Veneto (quasi 70 milioni di presenze), segue la Toscana (47,6 milioni), infine l’Emilia Romagna (40,6 milioni). A fornire la fotografia del flusso turistico del 2018 (dati Istat) è una ricerca dell’Ufficio studi dell’associazione artigiana, che ha l’obiettivo di monitorare l’artigianato in relazione alla domanda turistica, con uno speciale focus sui viaggi prenotati online. Un trend non incoraggiante secondo Confartigianato imprese. Il presidente e il segretario dell’associazione artigiana, Giancarlo Di Blasio e Daniele Di Marzio, sottolineano «la necessità di mettere in campo politiche di sviluppo del turismo. Servono iniziative di rilancio, a partire dalla cura dell’ambiente e dalle agevolazioni agli operatori turistici». Non solo: in Abruzzo non cresce nemmeno il flusso delle presenze turistiche dall’estero. Supera il 50% la percentuale degli stranieri che visita l’Italia secondo lo studio dell’associazione, «ma a quanto pare la loro scelta non tende a privilegiare l’Abruzzo».
Secondo i dati di Confartigianato imprese, infatti, soltanto il 13,7% del totale nazionale trascorre le vacanze in Abruzzo, mentre gli stranieri superano i due terzi nella provincia autonoma di Bolzano (69%) e in Veneto (67,7%), e oltrepassano la metà in Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Sardegna e Sicilia. L’Abruzzo si distanzia anche rispetto a regioni più simili per dimensioni e caratteristiche. Secondo la ricerca, rispetto al 2017 l’Abruzzo ha registrato una tiepida crescita (+2,3%), che è appena dello 0,3% per quanto riguarda le presenze straniere: un dato modestissimo rispetto a Basilicata, Umbria, Campania e Puglia, dove la presenza di turisti stranieri è raddoppiata rispetto alla media nazionale del 2,8%. «E’ tempo che la nostra regione attui un deciso cambio di rotta», insistono i referenti dell’associazione artigiana. Secca la replica dell'assessore regionale al Turismo Mauro Febbo: «Sono i dati del 2018, cioè il frutto di 54 mesi di governo di Luciano D'Alfonso, senza gli assessori al Turismo e alla Cultura. Noi abbiamo già invertito la rotta».
L'Abruzzo resta agli ultimi posti anche sul fronte delle prenotazioni online dei viaggi. La percentuale di utenti che utilizza appositi siti e app per trovare un alloggio contattando direttamente un privato, è di appena il 16% e non rispecchia il trend nazionale. Al penultimo posto, infine, anche per il peso dell’artigianato interessato da attività turistiche.