Ma in Consiglio saltano i finanziamenti a pioggia

28 Aprile 2023

La maggioranza non ha i numeri e batte in ritirata, M5S e Pd gridano vittoria Salvi per ora anche i 5 milioni contro il caro bollette. Se ne riparla il 2 maggio

L’AQUILA. La montagna partorisce un topolino. Salvi per ora i 5 milioni di euro contro il caro bollette e niente finanziamenti a pioggia a Comuni, parrocchie, scuole e Fondazioni. Il Consiglio regionale è saltato per mancanza del numero legale.
Gli assenti erano sei, dei quali ben cinque appartenenti alla maggioranza di centrodestra che si è ritrovata con 13 voti certi, e la possibilità di salire a 14, non sufficienti per raggiungere quota 15 e far passare la “Legge di leale collaborazione”, in cui erano inseriti gli emendamenti per fondi a pioggia e la cancellazione degli aiuti per le famiglie.
Alle 17,22 di ieri, così come è accaduto a livello nazionale con la questione del Def, anche il centrodestra in Abruzzo batte in ritirata. E il Consiglio si chiude con un nulla di fatto, rinviato a martedì prossimo. La maggioranza si è poi affrettata a diramare un laconico comunicato per fugare ombre di spaccature interne. Ma anche l’opposizione lo ha fatto, colpendo duro.
IL CAPOGRUPPO DI FDI.
«A seguito di assenze per sopravvenuti impegni straordinari di alcuni consiglieri regionali, il Consiglio è stato aggiornato al prossimo 2 maggio, alle 14», scrive Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Una precisazione che teniamo a fare, a scanso di equivoci su paventate problematiche all’interno della maggioranza», sottolinea. «Si tratta unicamente di assenze già note e divenute concomitanti con altre, nel frattempo, sopraggiunte. In particolare, il consigliere Roberto Santangelo è impegnato istituzionalmente all’estero e il presidente, Marco Marsilio, a Roma con i ministri Salvini e Fitto; i consiglieri Simone Angelosante e Mauro Febbo avevano provveduto a comunicare la propria assenza durante la conferenza dei capigruppo e, infine, il consigliere Antonio Di Gianvittorio ha dovuto abbandonare i lavori della seduta odierna per un improvviso impegno di natura elettorale».
IL 5 STELLE PETTINARI.
Versione diametralmente opposta quella del consigliere dei 5 Stelle, Domenico Pettinari, che afferma: «Centrodestra a pezzi anche in Abruzzo. Salta il Consiglio regionale per mancanza del numero legale e rimangono nei cassetti del centrodestra sia l’eliminazione dei 5 milioni di euro destinati a contrastare il caro energia sia la legge sulla Leale collaborazione trasformata in una omnibus a causa degli emendamenti contenenti fondi a pioggia».
La coincidenza tra i due esecutivi, Meloni e Marsilio, è di fatto singolare. «Dopo il tonfo alla Camera dei deputati, che ha respinto la Risoluzione di maggioranza sullo scostamento di Bilancio, anche in Abruzzo Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia perdono pezzi», scrive Pettinari, «il consiglio è stato rinviato al 2 maggio, ma se sperano che prendendo tempo otterranno qualcosa si sbagliano di grosso».
La frase finale del pentastellato è doppiamente allusiva: «Mi auguro che non verranno ripresentati contributi a pioggia, né dal centrodestra né da nessun altro», scrive, «altrimenti troveranno il M5s. È evidente che la grande attenzione mediatica che abbiamo sollevato su questa legge vergogna, ha spinto qualche esponente di maggioranza ad andarsene a gambe levate».
IL CAPOGRUPPO PD.
«Il Consiglio cade per colpa delle tante defezioni della maggioranza, allo sbando con ben 5 assenze, tanto da non poter affrontare i lavori odierni. All’ordine del giorno una legge omnibus che contiene, tra le varie cose, anche la proroga di alcune nomine in seno all’Ater, ma soprattutto la cancellazione dei 5 milioni di ristori per famiglie e imprese. L’emendamento a firma del presidente Marsilio e del capogruppo di Fratelli d’Italia Verdecchia, tenuto nascosto anche al resto della maggioranza, ha creato più di una frattura tra gli alleati, come dimostrano i numeri di oggi. Uno spettacolo davvero deplorevole», così il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci, che si astiene dal tema “fondi a pioggia”, ma promette di restare in trincea: «Il Consiglio prima ha annaspato per 15 minuti», conclude il capogruppo dem, «e poi è stato rinviato, perché non c’erano i numeri per votare. Un mirabile esempio di “attaccamento” alle istituzioni”. Continueremo la nostra battaglia il 2 maggio, quando si tornerà in aula». (l.c.)