Ma la burocrazia ora ritarda i sussidi

La Corte dei Conti sta ancora vagliando il decreto per i contributi da 300 euro al mese
PESCARA. La burocrazia rallenta la pratica per dare il via al riconoscimento di 300 euro al mese per 90 giorni (150 per ogni minore), come contributo per il sostentamento, agli ucraini fuggiti dalla guerra che hanno trovato un’autonoma sistemazione in Italia.
Il rallentamento è a monte della pratica: non è stato infatti ancora pubblicato il decreto del presidente del Consiglio Mario Draghi che consente l’accesso ai rifugiati alla cosiddetta “protezione temporanea”, requisito per ottenere il contributo, e stanzia i fondi necessari per i contributi. Il decreto è infatti fermo alla Corte dei Conti per essere vagliato. Così gli oltre 80mila profughi (oltre 2.700 solo in Abruzzo) accolti in Italia da amici e parenti già integrati – quindi in maniera “informale” e fuori dalla rete dell’accoglienza pubblica organizzata – non possono ancora accedere al sostegno economico.
A dare notizia del rallentamento burocratico è stato lo stesso capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, che deve attivare la piattaforma per la richiesta dei contributi da parte degli ucraini.
La stessa Protezione civile, però, nei giorni scorsi ha portato avanti un’altra pratica, quella del sistema della “accoglienza diffusa”, che prevede rimborsi (il massimo è di 33 euro al giorno a profugo) per chi ospita profughi attraverso una rete integrata di associazioni ed enti. Lunedì, infatti, è stato pubblicato il bando – che scade il 22 aprile – che serve a raccogliere le manifestazioni di interesse e i progetti. Possono partecipare direttamente le reti associative di enti del Terzo settore iscritte nel registro Runts, i centri di servizio per il volontariato accreditati, le associazioni e gli enti che operano in favore degli immigrati e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Indirettamente, affidandosi alle associazioni, possono partecipare i cittadini e le imprese private. Il bando serve a individuare non solo gli alloggi, ma anche servizi e ogni tipo di supporto per gli ucraini. (l.t.)

