«Ma la città investa sull’ambiente»

Il magistrato su Bussi: «La legge è chiara: è la proprietà che deve bonificare»
PESCARA. Sulla questione ambientale, il procuratore Massimiliano Serpi ha posto sempre una certa attenzione creando anche un settore specifico in procura. «Pescara è una città che, al pari di altre e della mia Bologna, dovrebbe investire molto nel rispetto dell'ambiente».
Che cosa pensa della vicenda di Bussi e di questa mega discarica di rifiuti tossici e nocivi che ancora incide pesantemente sul territorio?
«Dal punto di vista penale, è finita. Resta in piedi la questione della bonifica, che potrebbe anche avere una ricaduta penalistica. Il problema sono le risorse per operare la bonifica. Qui, gli istituti sono tutti del mondo della pubblica amministrazione e se e quando ci saranno evidenze penalistiche noi interverremo di nuovo. Attualmente, la questione riguarda un altro campo».
Ma il principio sancito dall'ultima sentenza del Consiglio di Stato è molto importante.
«E' un principio che è nella legge e il Consiglio di Stato lo ha soltanto interpretato. Il tema è che chi inquina paga e laddove non si riesca a individuare il soggetto che inquina o non è più in grado di fare attività di bonifica per varie ragioni, come ad esempio la durata del processo penale, il principio presuppone un accertamento definitivo di chi è l'autore del reato. Questo fa sì che spesso e volentieri si giunga a questo esito davvero a distanza di tanti anni dalla scoperta dell'inquinamento, che a sua volta arriva spesso a distanza di tanti anni dalla condotta di inquinamento. Ed è per questo che la legge prevede che la proprietà del sito deve in qualche modo diventare lei il soggetto che deve provvedere alla bonifica. Adesso, la questione di Bussi è all'attenzione delle autorità competenti. Il sistema normativo come si vede ha una sua coerenza: certo, noi paghiamo lo scotto di tempi particolarmente lunghi nell'accertamento delle responsabilità penali per procedimenti particolarmente complessi». (m.cir.)

