«Ma la giunta sistemi le buche nell’asfalto»

Centrosinistra e M5S attaccano l’amministrazione: basta annunci di opere che si rivelano fallimenti
PESCARA. «Con la giunta Masci i pescaresi hanno capito che si sentono promettere Parigi per risvegliarsi con il disastro di viale Marconi». A dirlo è il capogruppo del Pd Piero Giampietro in merito alla conferenza stampa di ieri del sindaco Carlo Masci. «Dopo quasi 900 giorni di cantiere, costi lievitati, autisti in rivolta, incidenti aumentati, commercianti inferociti e residenti terrorizzati, la giunta Masci ha il coraggio di annunciare ulteriori lavori su un’arteria distrutta, come se i pescaresi avessero la memoria corta e non avessero già pagato abbastanza per l’incapacità del centrodestra».
«Ma i cittadini non dimenticano il caos che regna sul cantiere-simbolo della giunta Masci», ha aggiunto Giampietro, «il sindaco e i suoi alleati spieghino come metteranno mano anche alle altre strade cittadine, piene di crateri che non si riescono a chiudere perché le poche risorse del bilancio sono fagocitate dal cantiere eterno di viale Marconi. Spieghino ai pescaresi perché vogliono cementificare, con la scusa di nuove scuole, i parchi di via Fornace Bizzarri e via Santina Campana se non riesce nemmeno a gestire il patrimonio esistente, come dimostrano l’abbandono della Cittadella dell’infanzia di via Giardino e il degrado della scuola elementare di via Monte Siella chiusa ormai da 4 anni. Candidarsi a guidare la città per i prossimi anni non essendo riusciti nemmeno a chiudere il cantiere-simbolo di questi anni, e parlare di sostenibilità dopo aver lanciato contro ogni ragionevolezza la corsa alla cementificazione dell’area di risulta con un progetto datato 1994 come la sede della Regione, è una prova di arroganza che i pescaresi, oltremodo pazienti, non meritano».
Duro anche il commento dei consiglieri M5S. «Come suo solito Masci, ormai malato cronico di “annuncite”, continua a gettare fumo negli occhi di una città che però non è più disposta a dargli credito. Lo dimostra un numero senza precedenti di ricorsi al Tar che i cittadini stessi hanno intrapreso contro alcune di queste “scelte strategiche” che solo lui continua a lodare: dal progetto Filò sulla strada parco al nuovo asilo in via della Fornace Bizzarri, passando per l'immane disastro di viale Marconi. Senza dimenticare l'autovelox di via di Sotto, il bando deserto dell'area di risulta con la pista da sci, la ricostruzione del Ferro di Cavallo a Rancitelli e la mancanza di sistemi di controllo per la Pineta».

