Ma le associazioni restano critiche
Sono due settori Cna che temono la crescita esponenziale di contenziosi civili
PESCARA. Ma tra le associazioni di categoria la Cna resta fortemente critica. «Con il decreto legge del 29 dicembre 2023 il governo ha scelto di non dare risposte a imprese e cittadini sulle criticità del Superbonus 110%, ignorando le nostre sollecitazioni a definire una exit strategy ordinata».
Cna Costruzioni e Cna Installazioni Impianti, in una nota, sottolineano che «la mancata proroga, circoscritta e limitata nel tempo, per portare a termine migliaia di cantieri rappresenta l’indifferenza e la sottovalutazione dell’esecutivo rispetto a una situazione complessa, che nel tempo ha stratificato i problemi alimentati da una normativa priva di certezza e stabilità. Il persistente blocco delle cessioni, l’assenza di soluzioni per i crediti incagliati e la mancanza di una proroga per i condomini hanno gettato cittadini e imprese in un abisso, con la prospettiva concreta di assistere a un elevato contenzioso tra committenti e appaltatori, di cui è difficile prevedere gli effetti».
Sulla base degli ultimi dati Enea, il rischio di contenziosi stimato dalla Cna s livello nazionale riguarda 6 miliardi di euro di investimenti per la riqualificazione dei condomini, ammessi a detrazione, ma senza più opzione di cessione del credito e con il beneficio passato dal 110% al 70%. Per l’associazione di categoria «anche la misura di sostegno al reddito, introdotta dal decreto, rappresenta l’ennesima chimera».
Il decreto da convertire in legge infatti ha introdotto anche un contributo a fondo perduto per i contribuenti con redditi inferiori a 15.000 euro. Il contributo, previsto per le spese sostenute tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024, spetta ai condomini che hanno raggiunto almeno uno stato di avanzamento del 60 per cento al 31 dicembre 2023.
Si dovrà però attendere un ulteriore decreto del Ministero dell’Economia e Finanze (Mef), da pubblicare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del dl sul Superbonus, per saperne di più. (m.p.)
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