«Ma lo stato di salute della costa è variabile»
Parla Damiani ex direttore tecnico dell’Arta: correnti, vento e pioggia influenzano la balneazione
PESCARA. Non bisogna farsi illusioni. Anche quest’anno l’inquinamento del mare potrebbe avere un andamento altalenante, cioè apparire e scomparire nel giro di qualche giorno. L’avvertimento è arrivato da Giovanni Damiani, biologo esperto in materia ambientale, fino ad alcuni mesi fa direttore tecnico dell’Arta Abruzzo.
Ma come è possibile che tratti di litorale, fino a pochi giorni fa interdetti alla balneazione, tornino improvvisamente puliti e balneabili, o viceversa? La spiegazione di Damiani è più o meno simile a quella fornita nel giugno dell’anno scorso, quando era direttore tecnico dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente e imperversava la polemica sul mare, a volte inquinato e a volte pulito.
«Il fenomeno», ha detto Damiani, «è riconducibile all’estrema variabilità di ciò che avviene nell’ambiente. Sono sei i principali fattori in gioco». L’ex direttore li ha elencati tutti. «Il fiume», ha affermato, «avendo acque leggere, scivola sopra le acque marine più dense spandendosi attorno all’area di foce. A seconda della velocità della corrente, si produce una diversa distribuzione delle acque fluviali in mare».
«Il rimescolamento tra le acque fluviali e quelle marine», ha osservato, «è lento con il mare calmo, mentre è favorito dal moto ondoso. Inoltre, la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino costiere dipende dalla direzione e intensità delle correnti marine».
«In caso di pioggia», ha proseguito l’esperto biologo, «si verifica un incremento di inquinamento dovuto agli scaricatori di piena collocati lungo i sistemi fognari e presso il depuratore. Quest’ultimo verrebbe disattivato, se ricevesse portate eccessive e gli scaricatori sono dunque necessari nelle fognature miste per preservarli».
«Proprio per questa estrema variabilità, influenzata da molteplici fattori», ha precisato Damiani, «viene effettuato il monitoraggio, ossia analisi ripetute nel tempo, in punti prefissati. Se la situazione fosse semplice e immutevole, basterebbe una sola analisi per tutto l’anno. Invece, dal momento che le condizioni mutano, i prelievi e le analisi si fanno continuamente». «Per utilizzare un paragone esplicativo», ha concluso, «si pensi all’atmosfera. Nessuno si chiede perché dopo una pioggia battente all’improvviso esce il sole. I fenomeni che avvengono in natura, anche quelli inquinanti, sono faccende dinamiche, mutevoli e complesse». (a.ben.)
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