Ma nell’ex mercato scatta il divieto di costruire

19 Novembre 2019

Una delibera della Regione ripristina la vecchia mappa del piano anti-alluvioni in attesa che venga realizzato dai tecnici un nuovo studio sulle aree a rischio 

PESCARA. Nell’ex Cofa, almeno per il momento, non si può costruire nulla. È questa la logica conseguenza di una delibera della giunta regionale, datata 30 settembre scorso, che sospende l’efficacia dell’attuale cartografia del vecchio Piano stralcio di difesa dalle alluvioni, aggiornata ad agosto di quest’anno, e ripristina di fatto quella precedente con le misure di salvaguardia più restrittive. In questo modo la zona del lungomare sud, dove si trova l’ex mercato ortofrutticolo, precedentemente classificata come area P3 e P4, ossia ad elevata e molto elevata pericolosità idraulica, viene congelata.
Tutto questo è emerso mentre il consiglio comunale ieri ha approvato il Documento unico di programmazione in cui è contenuta la proposta di un campus universitario nell’area dell’ex Cofa.
La delibera della giunta regionale, in realtà, fa riferimento a una richiesta formulata dai tecnici del Comune riguardante la sospensione temporanea, da parte dei competenti organi dell’Autorità di bacino, «della procedura di approvazione degli aggiornamenti di pericolosità idraulica relativi a tratti terminali del fiume Pescara, per il tempo strettamente necessario all’acquisizione degli esiti delle verifiche tecniche urgenti e approfondimenti che si rendono necessari a seguito degli ulteriori elementi conoscitivi da ultimo acquisiti, nonché delle osservazioni pervenute da parte della città di Pescara».
In una lettera, i tecnici parlano proprio di iniziative e progetti pubblici, attualmente in fase di studio, come la delocalizzazione della sede universitaria. La Regione ha accolto la richiesta di sospensione, ripristinando la vecchia cartografia più restrittiva.
Si fa presente, in proposito, che la «documentazione istruttoria, inerente le modifiche della perimetrazioni delle aree di pericolosità idraulica del Piano stralcio precedentemente adottate con decreto del 29 giugno 2016», non risulta aggiornata rispetto agli ultimi interventi già realizzati e in programma, ossia la barriera soffolta del molo guardiano nord, l’apertura della diga foranea e la deviazione del porto. Da qui, la sospensione della perimetrazione del 2019 che comporta, di fatto, un ritorno al passato.
«Si ritiene urgente e indifferibile», è scritto nella delibera, «la reiterazione, con decorrenza immediata, delle misure di salvaguardia delle Norme tecniche di attuazione del Piano, nelle aree a pericolosità idraulica elevata (P3) e molto elevata (P4), al fine di sospendere in via cautelare, da parte degli enti locali interessati, le attività di trasformazione urbanistica in contrasto con le vigenti norme del Piano stralcio di difesa dalle alluvioni relative alle aree classificate P4 e P3 (tra cui anche l’ex Cofa, ndr) individuate nello specifico elaborato cartografico del 2016, nelle more della realizzazione delle verifiche tecniche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.