«Ma non criminalizzate i titolari»

Taucci (Confesercenti): i nostri associati rispettano le regole e creano lavoro
PESCARA. «Basta gettare fango su chi lavora. Piazza Muzii e dintorni, dove insistono 90 locali specializzati nel food con una capacità occupazionale superiore alle 300 unità, non è come il Bronx e non c'è una movida violenta. Come associazione di categoria affiancheremo i residenti nella battaglia contro i maleducati e gli eccessi, ma respingiamo con forza il concetto che la clientela dei locali del centro sia violenta». Lo afferma il direttore provinciale di Confesercenti Pescara Gianni Taucci, dopo un incontro con il prefetto, avvenuto nei giorni scorsi, a cui hanno partecipato anche Confcommercio, Ascom Abruzzo, Confindustria e Arci, per fare il punto sulla sicurezza nella zona del centro cittadino. Dove da tempo imperversa un braccio di ferro tra i residenti che chiedono pace e tranquillità nelle ore notturne e gli esercenti che reclamano il diritto a svolgere la propria attività fino a tarda notte.
«Abbiamo apprezzato la rapidità con cui il prefetto, dopo la nostra richiesta formale, ha voluto incontrarci, allargando l’audizione anche alle altre associazioni», scrive Confesercenti, «abbiamo dimostrato al prefetto che i nostri associati sono persone perbene, con la testa sulle spalle e che agiscono nel pieno rispetto delle regole. Ci auguriamo che si smetta di gettare fango su chi lavora: stiamo ricevendo sempre più attestati di solidarietà da parte di altri residenti stanchi di vedere descrivere ingiustamente il loro quartiere come il Bronx, da parte di altri residenti che ritengono del tutto infondata la denuncia di una movida violenta nella zona».
Soprattutto in un momento difficile in cui, rivela Taucci «il numero di clienti che frequentano la zona è sceso vertiginosamente, grazie anche alla ripresa di altri distretti economici come Pescara Vecchia. E l'ormai prossima apertura degli stabilimenti balneari annuncia l’ulteriore distribuzione della clientela senza creare alcun ingorgo in piazza Muzii. Descrivere la zona come teatro di violenze e degrado non risponde al vero, in quanto l'alta concentrazione di ristoranti e locali con prezzi medio-alti garantisce la presenza di gran lunga prevalente di famiglie e clienti di età non giovanissima. Riteniamo pertanto infondata la richiesta di ricorso alla regolamentazione d'urgenza, evidentemente esposta a ricorsi da parte degli esercenti, in quanto in palese contrasto con la normativa nazionale».
Il direttore di Confesercenti precisa che c'è una differenza tra la maleducazione di taluni e «il cosiddetto rumore antropico della piazza, elemento distintivo di ogni centro urbano, che con l'estate è destinato ad aumentare in tutta la città e indipendentemente dalla presenza di locali, e comunque ben oltre la chiusura. A titolo provocatorio sarebbe come chiedere alla Sevel di chiudere per via dei rumori dei camion denunciati dai residenti di Atessa». «Ribadiamo, a nome dei nostri associati», conclude, «la piena disponibilità ad affiancare i residenti nella battaglia contro i maleducati e gli eccessi, ma respingiamo con forza l'equazione secondo la quale i rumori sarebbero frutto del lavoro degli esercenti e con altrettanta forza respingiamo il voler testardamente descrivere la clientela dei locali del centro come violenta».
Cinzia Cordesco
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